Daini in eccesso nelle Madonie minacciano rare specie botaniche siciliane. Regione ed Ente Parco avviano interventi per proteggere biodiversità e flora endemica.
Nel cuore del Madonie UNESCO Global Geopark cresce l’allarme per gli effetti dello squilibrio ecosistemico causato dall’eccessiva presenza di daini. La pressione esercitata dagli ungulati sulla vegetazione spontanea sta mettendo in pericolo alcune delle specie botaniche più preziose e vulnerabili del patrimonio naturalistico siciliano, spingendo la Regione Siciliana e l’Ente Parco delle Madonie ad avviare un piano di intervento congiunto per la tutela della biodiversità.
Al centro delle preoccupazioni c’è il basilisco comune, nome con cui è conosciuta la Prangos ferulacea, una specie di grande interesse naturalistico la cui sopravvivenza risulta oggi seriamente minacciata dal pascolo incontrollato dei daini (Dama dama). Secondo quanto evidenziato dal Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, l’elevata densità della popolazione di ungulati sta compromettendo la naturale rigenerazione di numerose specie vegetali rare presenti nell’area delle Madonie.
Misure e interventi previsti sulle Madonie
Per fronteggiare l’emergenza ambientale, la Regione ha formalizzato la propria collaborazione con il Parco delle Madonie attraverso una serie di azioni operative mirate. Tra le misure previste figurano la realizzazione di aree protette mediante recinzioni di esclusione, pensate per impedire ai daini di raggiungere le zone botanicamente più sensibili, e un programma di monitoraggio costante delle popolazioni vegetali maggiormente esposte al rischio di regressione.
Il coordinamento tecnico delle attività sarà affidato a un gruppo di esperti composto dal dottor Angelo Merlino, consulente dell’Ente Parco delle Madonie e componente dell’Unità di Staff 1 del Dipartimento regionale, insieme al dottor Giuseppe Di Noto e al geom. Sabatino Biagio del Servizio 14.
Gli interventi non riguarderanno soltanto il basilisco comune. Il piano di tutela sarà infatti esteso anche ad altre specie endemiche come Adenostyles alpina subsp. nebrodensis e soprattutto Abies nebrodensis, il celebre Abete delle Madonie, considerato una delle specie arboree più rare d’Europa e autentico emblema della biodiversità siciliana.
L’iniziativa conferma una problematica ambientale che interessa da anni diverse aree protette dell’isola: la proliferazione incontrollata dei daini può alterare profondamente gli equilibri naturali, modificando habitat delicati e ostacolando la crescita spontanea della flora autoctona. Nelle Madonie, però, il fenomeno assume un valore ancora più delicato per la presenza di specie uniche dal punto di vista scientifico e conservazionistico.
La salvaguardia di queste essenze rappresenta una delle priorità del Geopark riconosciuto dall’UNESCO, custode di un patrimonio naturalistico e geologico di valore internazionale. L’obiettivo degli enti coinvolti è ora quello di contenere l’impatto degli ungulati e garantire la sopravvivenza di ecosistemi che rendono le Madonie uno dei territori più preziosi della biodiversità mediterranea.





