Il titolo pone un dilemma osiamo direi sheskpiriano che si può condensare nella stereotipata domanda, è meglio il mare o la montagna?
È questa la perenne diatriba a cui sono sottoposte le nostre vacanze, ma siamo veramente sicuri che tra i due contendenti ci sia veramente un “migliore”? In verità più che un migliore la scelta alla fine viene fatta in base alle proprie esigenze e preferenze, entrambi i luoghi di vacanza garantiscono qualcosa di completamente diverso, addirittura l’uno non elide l’altro, perché a nessuno è vietato di frequentare entrambe i luoghi.
Sicuramente però la meta più ambita e quindi più diffusa, è quella marina, quindi per voi, come a voler pareggiare i conti, abbiamo scelto di approfondire una meta diversa, quasi all’insegna del “famolo strano”, come vedremo più avanti, ci siamo infatti recati nel territorio di Longi, paesino incastonato nelle montagne dei Nebrodi a circa 600 m di altezza in provincia di Messina. L’occasione che ci ha permesso questa esperienza, è arrivata dall’evento Outdoor Fest dal 30 Maggio al 2 Giugno 2026, in celebrazione della giornata della montagna, organizzato dall’Associazione Naturalistica La Stretta con la partecipazione del Comune di Longi e la collaborazione di Sergio Giuffrida della ditta Servolare.

Abbiamo detto “famolo strano” perché qui non si tratta delle solite passeggiate in montagna, il cosiddetto trekking, ma oltre ovviamente a questo, si è trattato per noi di cimentarci in una serie di attività all’aperto. Ci siamo quindi ritrovati catapultati in una vastità di attività insospettabili da poter abbinare a una, tra virgolette, normale vacanza di quattro giorni in montagna.
Perché farlo? Prima di tutto deve piacere, deve piacere la tranquillità, deve piacere l’aria pulita, deve piacere il poter dormire senza il rumore della città, deve piacere poter staccare totalmente dalla vita di tutti i giorni e utilizzare la funzione più importante dei cellulari, quella dello spegnimento, ma soprattutto deve piacere poter curare il proprio fisico e in definitiva il proprio corpo, lo sappiamo tutti che la montagna crea momenti introspettivi importanti nella nostra psiche.
Prima della partenza, qualcuno ci avvisò: “che ci andate a fare a Longi, non c’è nulla nel paese e nei dintorni, vi aspetta solo la noia”, mai parole furono più incoraggianti, non solo perché lo scrivente conosceva già i luoghi, ma anche e soprattutto per la passione che nutre per la montagna. E in effetti la noia non si manifestò neanche per un minuto.
Durante la nostra esperienza, al contrario di quello che si potrebbe pensare, il cibo non è stato posizionato al primo posto, sicuramente ha occupato una parte importante della nostra permanenza, con gentilezza e educazione, entrando in punta di piedi ed uscendo in egual maniera senza fracasso, ma comunque lasciando impressa la sua indelebile impronta tipica di un territorio in cui regnano suino nero, funghi, anche se non era il periodo adatto per questi ultimi, e tanta genuinità.

Il primo nostro giorno è stato doverosamente dedicato all’inaugurazione del Parco Avventura di Longi intestato ad Antonio Araca, recentemente scomparso pochi mesi prima in un incidente stradale, grande amante del proprio territorio e motore dell’associativismo locale. Antonio è stato ricordato dal sindaco di Longi Calogero Lazzara e da altre autorità locali, nonché dai politici che trasversalmente, superando ogni schieramento ideologico, hanno lavorato per la riapertura del parco.
Dal secondo giorno siamo dunque entrati in un turbinio di attività montane, grazie alle guide Barbara Cangemi, Calogero Franchina detto Gherson e a Calogero Castano, Presidente dell’associazione, abbiamo avuto la possibilità di cimentarci in escursioni, arrampicata, arrampicata artificiale, canyoning, via ferrata, orienteering, trail, escursioni in mountain bike e river trekking, altro che noia! Il Rifugio del Sole di Angelo Pidalà sulle Rocche del Crasto, di Le Cascate di Catafurco, Il Lago Biviere, la gola de La Stretta sul fiume Fitalia, Bosco di Mangalaviti, la faggeta più estesa più a sud d’Europa.

Tuttavia tutta questa attività fisica, alla fine metteva per appetito, che abbiamo ampiamente placato visitando alcuni posti interessanti.
Dove mangiare e riposare
Siamo stati ospiti dei ristoranti: Agriturismo Il Vignale, di Gianfranco Lazzara, Il Canalotto di Leo Calandi, inoltre abbiamo assaggiato prodotti tipici presso la Macelleria Russo, che si è distinta con la nuova attività di asporto e catering curata da Maria Ciminata, autrice del buffet de Il Vignale.

Ancora, da segnalare, Il Bar Pasticceria L’Iride delle Delizie, della giovanissima Monica Dorata, gli “arancini” del Bar Pasticceria Il Campanile delle Bontà di Alfredo Miceli, Il gelato di Antonio Di Giandomenico che prepara nel suo Bar Uniq Cafè senza impiegare le famigerate basi industriali, producendo quindi un gelato veramente artigianale, e i “Rametti” del Bar Pasticceria Calandi, recuperati e oggi reinterpretati da tanti altri nel paese di Longi. Non abbiamo però “ben capito” la diffusa tradizione del paese di offrire le brioches per il gelato in formato gigante!
Dove acculturarsi
Obbligatoria una capatina al Museo della Petagna, di Salvatore Migliore, purtroppo scomparso e oggi continuato dalla moglie Lina Lucia Pavone. Entrambi grandi appassionati di natura, hanno iniziato nel 1998 a fare delle foto e poi a raccogliere i campioni, creando appunto il museo, intitolato alla particolare e rara pianta arcaica chiamata Petagna, esistente solo in quei territori.
All’associazione naturalistica La Stretta c’è da vedere un vero telaio per tessitura, ricostruito da Calogero Castano e operato dalla moglie Bianca. Infine, non può manca anche una visita all’Antico Molino a Pietra Lazzara, rigorosamente a pietra, fortemente voluto da Mirko Lazzara circa 10 anni fa.
Nulla togliendo alle nostre vacanze marine, qualche giorno in montagna, magari proprio a Longi, dovrebbe essere consigliato almeno una volta l’anno a chiunque voglia riconnettersi con se stesso e con la natura. Qualcuno adesso penserà, chissà quanto costa, e invece no perché se rapportiamo la vacanza tipo vicino al mare a questa formula, noteremo una disparità molto marcata che è nettamente a favore di quest’ultima in montagna.





