Al Cous Cous Fest, il Festival Internazionale dell’Integrazione Culturale a San Vito Lo Capo, nel Padiglione dell’Assessorato Regionale del Turismo in collaborazione con All Food Sicily nel “Talk in riva al mare” abbiamo ospitato Mario Liberto, scrittore, giornalista e storico dell’enogastronomia siciliana
Lo scrittore, giornalista e storico dell’enogastronomia siciliana sulla storia e la tradizione ci ha raccontato storia, tradizione e aneddoti dello sfincione Bianco di Bagheria e dello sfincione rosso di Sicilia.
“Lo sfincione bianco di Bagheria – come sostiene Mario Liberto – è una pietanza che merita l’appellativo di piatto “gourmet” e non più solo cibo da strada, per il valore nutritivo, per la qualità e la genuinità dei prodotti a Km O utilizzati. Lo sfincione diventa così un vero esemplare ambasciatore del territorio, per l’equilibrio del gusto che lo rende delizioso, unico ed impareggiabile al palato, con una forte caratterizzazione e una presentazione e un’estetica che lo accosta ad un prodotto di alta cucina. Tanto da rendere il “bianco di Bagheria” un prodotto gastronomico maturo per la conquista di mercati di dimensione più vasta.

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Lo sfincione di Bagheria, che non è assolutamente una variante di quello palermitano, – afferma Liberto – ha tutti i crismi dell’originalità, in quanto conserva le modalità di preparazione analoghi a quelli della cultura aristocratica. L’elemento distintivo sta nell’assenza totale dell’utilizzo del pomodoro, alimento che era bandito dalle case aristocratiche palermitane, inoltre, è arricchito con fette di tuma o ricotta, cipollotto e acciughe di Aspra.
“Sicuramente tra gli ingredienti, qualcuno avrà perso per strada il salame o qualche sfilaccio di carne, – chiosa Mario Liberto – ma la classe subalterna, da che è mondo è mondo, non è che mai vissuta nell’abbondanza e negli agi, e quindi, ha potuto sicuramente rinunciare a qualche prelibatezza di quelle sante donne del Monastero di San Vito che preparavano quel meraviglioso sfincione, senza pomodoro, che è rimasto proverbiale in tutta Palermo”.
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