Il progetto debutta il 2 ottobre a Marsala con una cena a sei mani: in programma appuntamenti periodici, ricerca sulle ricette storiche e corsi pratici.
L’associazione punta a recuperare e tramandare la memoria culinaria della Sicilia occidentale. Il debutto è fissato per venerdì 2 ottobre 2026 nel laboratorio de Il Gallo e l’Innamorata, dove prenderà il via un ciclo di cene a sei mani con appuntamenti previsti ogni due settimane.
Il nome richiama una figura della storia gastronomica siciliana. «Monsù» deriva dal francese monsieur: così venivano chiamati i cuochi delle famiglie aristocratiche dell’isola. La loro cucina unì tecniche di origine francese, prodotti locali e gusti siciliani. Nel tempo, il titolo continuò a essere usato anche per cuochi siciliani che lavoravano nei palazzi nobiliari.
Marsala, epicentro della memoria culinaria
A riportare quelle storie nei piatti saranno Paolo Austero, Francesco Bonomo e Gabriele Li Mandri, chef patron de Il Gallo e l’Innamorata. L’intento è studiare ricette antiche, comprese quelle dimenticate o cambiate profondamente nel tempo, e riproporle con tecniche contemporanee senza perderne il legame con il territorio.
Le cene saranno anche occasioni di racconto: i tre cuochi presenteranno i piatti ai tavoli, spiegandone origini e preparazioni. I partecipanti riceveranno le ricette per poterle rifare a casa. La serata inaugurale vedrà la collaborazione della Cantina Intorcia, con cocktail a base di Marsala e vini abbinati alle portate.
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L’Accademia prevede inoltre corsi pratici rivolti agli appassionati e ai visitatori, presentando ai Comuni della provincia di Trapani una proposta per valorizzare il territorio attraverso la cucina e il vino; il programma attende ancora il riscontro delle amministrazioni coinvolte.
Per informazioni sulla serata inaugurale sono indicati il numero 345 8181000, l’indirizzo info@accademiadeimonsu.it e il sito accademiadeimonsu.it.





