La Sosalt, società proprietaria delle saline Ettore Infersa allo Stagnone di Marsala ha avviato la raccolta notturna del sale con un’iniziativa intitolata “Il sale incontra la luna” che durerà fino a settembre.
L’obiettivo dell’iniziativa è non far morire la memoria per non far morire un mestiere, ormai iscritto nel dna dei salinari di Trapani, Nubia, Marausa, Birgi e Marsala, offrendo il supporto e il tutoraggio necessario per la formazione di figure professionali legate al mestiere del salinaro, per tramandare tradizioni e tecniche che non devono assolutamente scomparire. Le saline dello Stagnone di Marsala, con lo sfondo delle isole Egadi ad ovest e di Monte Erice a nord, sono anche luogo di migrazione e stazionamento dei fenicotteri rosa e di altre 80 specie di uccelli. Il sale prodotto dalla Sosalt (circa 800 ettari di saline nella fascia costiera tra Marsala e Trapani, con un potenziale produttivo intorno alle 100.000 tonnellate l’anno) è presente sui mercati di oltre trenta Paesi del mondo ed è l’unico, in Italia, a denominazione Igp (Indicazione geografica protetta).
“Il sole, il vento e il mare – sottolinea in una nota la Sosalt – sono da secoli gli ingredienti naturali delle saline del litorale trapanese e dello Stagnone di Marsala in particolare, dove viene coltivato e lavorato un sale marino unico. Oggi nelle saline ‘Ettore e Infersa’ inizia una nuova avventura: la raccolta a mano del sale in notturna. I salinari della Sosalt, eredi della tradizione di un mestiere antico e affascinante, faticoso ma ricco di significati storici e culturali, hanno appena iniziato oggi la raccolta del sale sotto la luna: dal pomeriggio alla mezzanotte si muoveranno tra le oltre cento vasche nel cuore dello Stagnone, pale piatte alla mano.”
“La raccolta del sale in notturna – puntualizza la società – proseguirà sino alla fine di settembre, con le luci a led, nel pieno rispetto dell’ecosistema naturale per offrire ai visitatori un’esperienza turistica unica e per consentire ai salinari di lavorare in condizioni climatiche ottimali per estrarre il sale marino che verrà poi confezionato negli stabilimenti della Sosalt di Trapani”.
“La nostra è un’attività – sottolinea il presidente della Sosalt, Giacomo D’Alì Staiti – che trovo riduttivo definire solo impresa: è una testimonianza quotidiana di un modo di lavorare in uno dei luoghi più belli e fotografati della nostra splendida Sicilia, dove si coltiva in equilibrio con l’ecosistema che ci circonda, uno dei principali elementi della vita: il sale marino. In sintesi siamo tradizione, turismo, memoria, industria”.





