Oltre sei tonnellate di tonno rosso senza tracciabilità bloccate prima di finire sulle tavole grazie al blitz congiunto di Guardia Costiera, Polizia e Finanza contro il mercato nero del pesce.
Il mese di maggio si chiude con un bilancio impressionante sul fronte della lotta alla pesca illegale e alla commercializzazione di prodotti ittici non sicuri nella Sicilia occidentale. Una massiccia operazione di controllo del territorio, che ha visto collaborare in sinergia il 12esimo Centro controllo area pesca della Guardia Costiera di Palermo, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, ha portato al sequestro di enormi quantitativi di tonno rosso completamente privi delle certificazioni obbligatorie per legge.
Le verifiche a tappeto hanno interessato l’intera filiera della distribuzione, colpendo duramente pescherie, grossisti, automezzi isotermici e venditori ambulanti abusivi tra il capoluogo e i principali centri marinari della provincia.
L’operazione, denominata in codice “Illegal Gear”, è stata pianificata per intercettare i flussi di pesce non tracciato prima che potesse essere immesso sul mercato, a tutela dei consumatori e degli operatori onesti del settore.
I blitz del tonno, da Porticello alle strade di Palermo
L’azione delle forze dell’ordine si è sviluppata attraverso diversi interventi mirati. Uno dei risultati più rilevanti è stato messo a segno nell’area compresa tra Porticello e Santa Flavia, storici snodi della marineria locale. Qui i militari hanno fermato e ispezionato alcuni veicoli adibiti al trasporto di prodotti ittici, rinvenendo all’interno dei vani di carico sei grossi esemplari di tonno rosso, per un peso superiore ai 600 chilogrammi, sprovvisti della documentazione di origine. Ai conducenti sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di 5.200 euro, oltre all’immediato sequestro della merce.
I controlli sono proseguiti senza sosta anche a Termini Imerese, dove sono stati passati al setaccio venditori ambulanti e camion refrigerati carichi di ben 800 chili di pesce. Ma il sequestro più imponente è scaturito dalle verifiche congiunte di Polizia e fiamme gialle tra Palermo e l’hinterland: il monitoraggio su strada ha permesso di scovare ben 13 esemplari di tonno rosso, per un peso complessivo di circa 3.500 chili, totalmente illegali, a cui si sono aggiunti altri 500 chili di specie ittiche miste anch’esse non registrate, per un valore commerciale stimato di circa 20 mila euro.
La pressione degli inquirenti non è calata nemmeno nelle ore notturne. Un equipaggio della Guardia Costiera, insieme agli agenti del commissariato di Mondello, ha intercettato un furgone che trasportava 11 tonni rossi, per un peso complessivo di 2.600 chili, privi di qualsivoglia dichiarazione di cattura o tracciabilità, punendo il trasportatore con una multa di 2.667 euro.
Infine, nel quartiere cittadino di Brancaccio, un venditore ambulante è stato sorpreso con due esemplari di tonno (350 chili in totale) stipati in modo irregolare, rimediando una sanzione da 5.200 euro.
Allarme istamina: l’intervento dei medici sanitari
Oltre agli aspetti puramente commerciali e di contrasto all’illegalità, il blitz ha rivestito un’importanza fondamentale per la salute pubblica. Su tutti gli esemplari sequestrati è intervenuto tempestivamente il personale ispettivo e sanitario dell’Asp di Palermo. I medici hanno effettuato campionamenti mirati per verificare la presenza di istamina, una tossina pericolosa che si sviluppa rapidamente nella carne dei grandi pelagici quando non vengono rispettate le corrette temperature di conservazione e la catena del freddo.
In diversi casi, l’esito degli accertamenti sanitari non ha lasciato spazio a dubbi: i veterinari dell’Asp hanno dichiarato il prodotto non idoneo al consumo umano e potenzialmente nocivo, disponendone l’immediata distruzione per scongiurare gravi rischi di intossicazione alimentare.
Con gli interventi di questi giorni, il bilancio complessivo delle attività di vigilanza nella sola provincia palermitana nel corso dell’ultimo mese sale a circa 18 tonnellate di tonno rosso sottratte al mercato clandestino, con sanzioni pecuniarie totali che hanno raggiunto gli 80 mila euro.





