La famiglia Ardagna

Nelle campagne di Salemi (Tp) e dintorni la famiglia Ardagna possedeva 40 ha di vigneti; nel 2004 acquistava la struttura, tra l’altro di interesse architettonico, di una cantina cooperativa che ristrutturarono e ammodernarono ma senza stravolgerne l’aspetto. Cominciò così l’avventura in proprio dei 2 fratelli e delle 2 sorelle Ardagna.

La cantina

Oggi l’azienda, che ha preso il nome Musita dalla sovrastante collina, è una moderna realtà che ha iniziato la commercializzazione confezionata nel 2011, gestisce 50 ettari di proprietà dei vari fratelli, acquista altre uve da produttori selezionati seguiti tecnicamente durante tutta la stagione. Le varietà principali nell’ordine: Catarratto, Grillo, Nero d’Avola, Syrah, Merlot, Zibibbo, 400mila bottiglie prodotte che per il 70% sono esportate. Amministra Gaetano Ardagna, una nipote Carmela, enologa a Conegliano, è la responsabile tecnica, un altro nipote Vito Amato è direttore generale, in cantina l’enologo è Filippo Di Giovanna, consulente Mattia Filippi di Uva Sapiens, insomma una bella squadra.

Vito Amato e Carmela Ardagna

La mission di Musita è facile da immaginare, difficile da mettere in pratica. Coltivazione e vini in gran parte in biologico, nel tradizionale meno trattamenti possibile, rispetto e identificazione delle caratteristiche del territorio, ricerca di eleganza e freschezza in tutti i vini nonchè della riconoscibilità della varietà nella bottiglia, uso di eventuali legni poco tostati. Delle 4 linee la più pregiata è Passo Calcara che comprende le riserve, poi Regie Terre di quasi tutti autoctoni, Biologico come dice la parola, ultima per tempo la Teste di Moro, nome che non leggete in etichetta, con 6 vini freschi, semplici, beverini, di grande successo tra i giovani. La produzione è per l’80% in Doc Sicilia.

Degustiamo due vini Doc Sicilia Regie Terre: Nero d’Avola 2017 e Catarratto 2018, i due vitigni autoctoni più diffusi nell’isola.

Il Nero d’Avola proviene da vigne a Guyot con terreni argillosi, vendemmia a mano a settembre, macerazione per circa 10 giorni, lieviti selezionati, delestage, malolattica svolta, affinamento 10 mesi in barrique usate, poi vasca e bottiglia, 14° alcolici.

Nel calice colore rubino con bordi viola; all’olfatto tanta frutta: ciliegia, amarena, prugna, uno speziato di pepe nero e cannella, liquirizia, un naso concentrato, ampio, fine ed elegante; al palato è particolarmente armonioso con un ingresso suadente che cambia passo dando spazio a tannini vivacemente morbidi, buona ed equilibrata acidità, si risentono i profumi nasali in un retrogusto lungo. Un Nero d’Avola classico nelle sue note ma moderno nella sua concezione e bevibilità, capace di accompagnare ogni piatto di carne. 35.000 bottiglie a 14€ in enoteca.

Il Catarratto deriva da Guyot in terreni gessosi tendenti all’argilloso, pressatura soffice, decantazione statica a freddo del mosto fiore, lieviti selezionati, niente malolattica, affina in acciaio nelle fecce fini, 13° alcolici.

Nel bicchiere colore paglierino con leggeri riflessi verdolini; al naso un bouquet ad ampio spettro, inizialmente delicato, di ginestra, glicine, agrumi, albicocca, pesca e melone bianchi, ma se insistete ci trovate tanto altro, è pulito e di rara finezza; in bocca primo impatto di mineralità e di sapidità, ma affatto eccessiva, accompagnate da una spalla correttamente acida, una beva fragrante di evidente freschezza con un bel finale di frutta della passione. Un Catarratto capace di esprimere al meglio tutta la bontà del vitigno, da provare con verdure grigliate e pesce a volontà. 20.000 bottiglie a 14€ in enoteca. Nel sito anche una collaudata vendita online.

Musita
C.da Passo Calacara – Salemi
www.musita.it