A pochi anni dall’avvio del progetto Oasi della biodiversità per la riqualificazione ambientale promosso da Agromonte insieme a 3Bee.
Arrivano i primi dati che confermano l’efficacia dell’iniziativa realizzata nel territorio di Chiaramonte Gulfi, nel Ragusano.
Il monitoraggio dell’area naturale del bosco di Monforte evidenzia infatti un significativo miglioramento degli indicatori legati alla biodiversità, con un aumento del potenziale nettarifero e una maggiore presenza di impollinatori e specie vegetali.
Secondo le rilevazioni effettuate attraverso la piattaforma XNatura, dal 2023 a oggi il potenziale nettarifero dell’area è più che raddoppiato, registrando una crescita del 128%. Parallelamente, l’abbondanza di insetti impollinatori e della flora locale è aumentata del 26%, segnale di un ecosistema in progressivo equilibrio e di una maggiore disponibilità di risorse naturali per le specie presenti.
I risultati del progetto Oasi della biodiversità
Al centro del progetto vi è l’Oasi della biodiversità, uno spazio arricchito con oltre 200 essenze nettarifere selezionate per garantire fioriture distribuite durante l’intero arco dell’anno. Tra le specie introdotte figurano ciliegio, salice bianco, nocciolo, melo selvatico e corniolo, piante in grado di offrire nutrimento costante ad api e altri insetti impollinatori, favorendo al tempo stesso la diversificazione vegetale del territorio.
L’iniziativa si inserisce inoltre nel programma europeo “3 Billion Trees”, che punta a incrementare la copertura arborea del continente entro il 2030 attraverso progetti di riforestazione e recupero ambientale.
Accanto agli interventi sul campo, continua anche l’attività di sensibilizzazione rivolta alle nuove generazioni. Per il terzo anno consecutivo prosegue infatti il progetto “A Scuola di Biodiversità”, che coinvolge gli studenti dell’Istituto Comprensivo Gianni Rodari di San Biagio di Vittoria. Attraverso strumenti digitali e attività pratiche, i ragazzi partecipano al monitoraggio della fauna e alla gestione di rifugi destinati agli impollinatori, acquisendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della tutela ambientale.
I risultati ottenuti confermano come la collaborazione tra imprese, innovazione tecnologica e comunità locali possa contribuire concretamente alla salvaguardia degli ecosistemi, generando benefici che si riflettono non solo sull’ambiente, ma anche sulla sostenibilità futura delle produzioni agricole.





