Dopo anni di assoluto silenzio il comparto della frutta in guscio italiana torna ad essere preso in serie considerazione. Per la prossima Finanziaria 2021 sono previsti interventi per la tutela e il rilancio di questi particolari frutti.

A comunicarlo è il Dr. Ignazio Vassallo, presidente della Filiera Frutta in guscio di Sicilia: “L’azione intrapresa in questi ultimi mesi dall’Associazione della Filiera Frutta in guscio di Sicilia ha ottenuto un concreto risultato, con la istituzione nel Bilancio dello Stato di uno specifico fondo per la tutela e il rilancio della frutta in guscio italiana. È la positiva conclusione di un intenso lavoro sviluppato dal gruppo dirigente dell’Associazione, di concerto con i rappresentanti istituzionali.

Ignazio Vassallo

Ed ancora: “Adesso è necessario che in tempi brevissimi queste risorse siano attivate dal Ministero, per realizzare le iniziative previste dal Piano Nazionale della Frutta in guscio, per anni rimasto inattuato proprio per mancanza di fondi. In questo senso – conclude Vassallo – vigileremo affinché, in un periodo di grave crisi del settore legata sia al Covid che alla concorrenza straniera, si attivino campagne di promozione e sostegno al consumo delle produzioni italiane.

Sfido chiunque a sostenere che durante le feste natalizie, dalle Alpi a Capo Passero, non abbia mai consumato frutta secca: mandorle, pistacchio, noci, pinoli, nocciole, castagne. La goduria mangereccia avviene dopo aver consumato l’intero pranzo o cena, in quel preciso istante per chiudere le portate, si utilizza la frutta secca seguito doverosamente da un bel bicchiere di vino, grappa o di un altro liquore. Una tradizione che è patrimonio delle abitudini alimentari delle popolazioni dell’intero stivale. Una ritualità che affonda nella cultura, sia della classe dominante, sia di quella subalterna, e non risparmia pranzi domenicali o eventi vari.

La frutta secca è stata da sempre considerata frutta invernale e legata ad alcune ricorrenze religiose, mentre, non è mai stata presa in grande credito sotto il profilo alimentare. Soltanto negli ultimi anni ci si è resi conto del suo contenuto di proteine, grassi e sali minerali ed è entrata prepotentemente come aperitivo o dessert di fine pasto, consumata al naturale o con una coppa di spumante o con un calice di vino dolce, di solito tostate e salate.

Questa nuova opzione consumistica è entrata prepotentemente in tutte le occasioni e i periodi dell’anno. Spinta dalle mode alimentari, ma anche per le indubbie doti salutistiche, il consumo di frutta secca cresce a un tasso annuo superiore al 10% ed è così diventato un mercato da quasi 1 miliardo di euro.

Un mercato che vede l’introduzione di altri paesi d’oltreoceano come l’Australia, il Cile, ecc. che minacciano l’esistente patrimonio dei “tesori in guscio” siciliano.

La preoccupazione è la perdita del mercato delle circa 20mila aziende del settore che rischiano di essere estromesse.