Nell’anno difficile della Pandemia, dove si regista un calo generalizzato dei consumi, si afferma un trend di crescita del mercato del vino Bio nel mondo e in Italia. Il mercato nazionale è cresciuto del 15,5%, addirittura nelle ultime 52 settimane, il vino fermo biologico nella vendita al dettaglio è cresciuto del 35% nel Regno Unito, contro il 6% del vino convenzionale. Ma anche la proiezione è positiva. Lo studio dell’Iwsr (International Wine and Spirits Research) stima che entro il 2023 i vini biologici nel mondo possano raggiungere il potenziale produttivo di 2 miliardi di bottiglie, relativamente ai tre paesi leader: Italia, Francia e Spagna. Limitatamente all’Italia, considerando anche i vigneti in conversione, il potenziale produttivo toccherà i 924 milioni di bottiglie, con un incremento previsto del 30%.

La Sicilia con i suoi 36.000 ha, conta il 34% della superficie vitata mantenendo un primato che fan ben sperare sulla prospettiva di crescita delle aziende isolane.

La superficie italiana vitata Bio in produzione è attualmente di 84.000 ettari, in crescita del 13% sul 2019, a cui si sommano 25.000 ettari ancora in conversione che porta ad un totale di 109.000 ettari, pari al 17% della superficie vitata complessiva italiana (dati ISTAT).

Un mercato maturo pronto a sfruttare le potenziali di crescita e il favore dei consumatori con un tasso di crescita annuo che fino al 2024 dovrebbe raggiungere il 9%, scrollandosi di dosso la nomea di essere un prodotto confinato ad un consumo di nicchia. Numeri importanti e un mercato che però deve affrontare alcuni problemi di trasparenza nell’eticchettatura, di comunicazione al consumatore e di packaging. Oggi la percezione del consumatore che associa al vino la classica confezione da 75 cl, costituisce un limite per la crescita del mercato Bio. Questo crea un ‘impatto di sostenibilità in termini anche di trasporto e queste le ragioni che il mercato guarda con interesse al packaging in cartone, sollecitato anche dalla crisi Covid-19 che ha determinato un incremento della domanda di vino in cartone che sta incoraggiando i consumatori ad abbandonare le bottiglie di vetro standard da 75 cl.