Due icone della Sicilia: il limone e l'Etna

La Sicilia ad oggi rappresenta circa l’87% della produzione nazionale di limoni dove, anche se abbiamo perso il primato di produzione mondiale, conserviamo il record per produzioni tutelate (sette Igp), per le limonaie più a nord del pianeta (quelle del Garda) e anche per durata della produzione, visto che produciamo limoni freschi 12 mesi l’anno.

Questo quanto emerge dal libro “Il Paese dei Limoni” dell’autrice Manuela Soressi in cui si evidenziano i grossi meriti di quest’agrume che ha connotato in chiave positiva l’economia e il paesaggio agrario delle zone vocate del Meridione, rappresentando una grande ricchezza per la costiera amalfitana, della costa tirrenica palermitana con epicentro la Piana di Bagheria, parte della costa tirrenica messinese intorno a Capo d’Orlando e quella jonica nei pressi di Roccalumera per finire alla piana di Acireale e quella siracusana dal capoluogo aretuseo fino ad Avola e Noto.

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Come afferma l’autrice del libro “la produzione del limone ha assicurato all’Italia un primato iconografico che non può essere disperso, per motivi culturali e opportunità economiche e oggi rappresenta uno degli ambasciatori della nostra identità, della nostra cucina, del nostro paesaggio”.

Le produzioni limonicole hanno assicurato per decenni una redditività elevata e hanno rappresentato per decenni una grande ricchezza tra l’altro diffusa, dal momento che piccoli appezzamenti assicuravano benessere e prosperità nei distretti agricoli interessati. Dalla fine degli anni ’70 è iniziato il declino che ha determinato il crollo produttivo di agrumi e limoni in particolare, portando l’Italia a non soddisfare più i consumi. Con gli anni i produttori hanno adottato le contromisure, avviando processi di aggregazione che hanno consentito di concentrare e programmare l’offerta per realizzare adeguate economie di scala e garantire reddito agli agricoltori.

I CONSORZI DI TUTELA IN ITALIA

Da questi processi sono sorti i magnifici sette consorzi di tutela che si fregiano dell’Indicazione geografica protetta (Igp) : il Limone Costa d’Amalfi Igp (Il tesoro dei “marinai contadini”); il Limone Interdonato Messina Igp (Un frutto garibaldino); il Limone di Siracusa Igp (Il piú “trasformista” dei limoni italiani); il Limone Femminello del Gargano Igp (I limoni piú antichi – e longevi – d’Italia); il Limone di Sorrento Igp (Un agrume speciale, “sotto copertura”); il Limone di Rocca Imperiale Igp (Il re del limonene); il Limone dell’Etna Igp (L’invenzione del Verdello), a questi si aggiunge l’attivismo e la dinamicità del distretto limonicolo della parte orientale della costa tirrenica palermitana con una connotazione geografica, storica e culturale correlata alla Conca d’Oro e che ruota intorno a Bagheria.

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Il Limone Interdonato Messina Igp
I TRE CONSORZI DI TUTELA IGP IN SICILIA

In questi anni i Distretti Produttivi che vantano anche l’acquisizione del marchio di origine europeo della Indicazione Geografica Protetta, l’ IGP hanno svolto un ruolo importante nella promozione dell’agrume e ben 3 dei 7 consorzi operanti in Italia sono siciliani: il Consorzio del Limone di Siracusa IGP, il più grande in Europa che conta oltre 150 produttori, oltre 30 confezionatori in rappresentanza delle più importanti realtà dell’ortofrutta siciliana, circa 40 aziende che trasformano il prodotto, 1450 ettari di produzione che rappresentano il 32 per cento di quella nazionale, il consorzio che opera sul versante, quello del Messinese jonico dove si coltiva il Limone Interdonato con un areale di produzione di circa 330 ettari, di cui circa 80 di superficie certificata Igp e 70 dedicati al biologico con una resa in prodotto fresco è compresa tra 80-130 chili per pianta e infine il Limone dell’Etna con circa 2.500 – 3.000 ettari di coltivazione in un’area compresa fra le province di Catania e Messina con una netta prevalenza della cultivar ‘Femminello zagara bianca’ (70%) in prevalenza, seguita dalla cultivar ‘Monachello’ (30%).

IL LIMONE VERDELLO DELLA CONCA D’ORO

La produzione di Limone Verdello è l’elemento caratterizzante del distretto limonicolo che dalla Conca d’Oro, passando per la Piana di Bagheria attraversa i limoneti di Campofelice di Roccella e Lascari per arrivare a Cefalù. Un territorio che ha una connotazione storica legata alla produzione di limoni e collega idealmente Palermo e Cefalù i centri maggiori del percorso arabo-normanno riconosciuto Patrimonio Unesco nel 2015.

Le peculiarità dei territori siciliani dove si producono limoni sono ben descritte dal libro della Soresi che propone un viaggio ideale alla loro scoperta, raccontandone le caratteristiche uniche, rivelandone i diversi caratteri e offrendo tante ricette per valorizzarne gusti e aromi. Il libro “Il paese dei limoni – Storie, profumi e sapori del re degli agrumi italiani” si è avvalso della prefazione del libro curata da Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. pensato e scritto da Manuela Soressi con ricette e immagini di Ramona Pizzano – è edito da Trenta Editore ed è acquistabile in libreria e su Amazon a 18 euro.