Nonostante la schiera degli amanti del buon vino, negli ultimi anni sia cresciuta, per i meno avvezzi ai piaceri di Bacco, è comune confondere un vino strutturato con un vino novello. Inoltre, qualcuno, pensa che il vino novello possa essere quello nuovo.

Il processo di trasformazione

Il vino novello è un tipo di vino prodotto attraverso delle tecniche di vinificazione particolari e che sono regolamentati da una normativa specifica, metodo che differisce dagli altri vini e dunque anche rispetto al vino nuovo, che è un vino che può invecchiare.

Il vino novello si ottiene attraverso una macerazione carbonica; i grappoli d’uva vengono sistemati interamente in delle vasche chiuse ermeticamente e sature di anidride carbonica, all’interno della quale rimarrà per circa 5-10 giorni ad una temperatura di 30 gradi. Si tratta di un metodo di vinificazione messo a punto dal ricercatore francese Flanzy; il vino ottenuto è di circa 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12.

All’interno dei serbatoi avviene una fermentazione alcolica intracellulare a carico degli zuccheri e dell’acido malico, quest’ultimo viene degradato ad acido piruvico, poi ad aldeide acetica e infine ad alcool etilico. Durante il processo la buccia dell’uva si indebolisce, l’uva si schiaccia sotto il suo stesso peso e così rilascia il liquido. Al termine di questo procedimento il composto viene pigiato e trasferito nei tini di fermentazione dove, nel giro di qualche giorno gli zuccherini finiscono di trasformarsi in alcol.

Caratteristiche del vino novello

Si tratta di un vino poco tannico, con colore vivo, acceso, con un gusto fresco e fragrante. Parliamo sempre di un vino giovane. Questi vini si presentano inoltre ricchi di fruttati e di aromi.

Il consumo

Il vino novello, per le sue caratteristiche intrinseche va imbottigliato dopo pochissimo tempo dalla sua maturazione e consumato nel giro di qualche mese perché non è un vino adatto all’invecchiamento.

Come abbinarlo

Il novello si abbina abbastanza bene con i dolci ma sono anche utilizzati per aperitivi a base di salato. Tra gli abbinamenti più classici ci sono sicuramente la frutta secca di stagione, ottimo con funghi e formaggi. Si accostano bene anche con piatti di carne, pesce e taglieri di salumi non troppo grassi.

La legislazione

Il vino può essere immesso al consumo dal 30 ottobre, così come previsto dal disposto decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali 13 agosto 2012, che ha semplificato e accorpato le norme nazionali di attuazione della normativa comunitaria in materia di etichettatura in generale, di menzioni tradizionali e di designazione e presentazione dei vini a DOP e IGP.

Ai sensi dell’allegato 7 del decreto [1], la produzione e immissione al consumo dei vini novelli deve rispettare le seguenti regole:

  • la menzione tradizionale “novello” è riservata solamente ai vini a DOP o IGP tranquilli e frizzanti;
  • la loro immissione al consumo è ora anticipata al 30 ottobre, Prima del decreto del 2012 la data dell’immissione al consumo era il 6 novembre. La tradizione vuole che l’apertura del vino novello si festeggi a San Martino;
  • il periodo di vinificazione non può essere inferiore a 10 giorni dall’inizio della vinificazione stessa;
  • il processo di fermentazione con macerazione carbonica dell’uva intera deve riguardare almeno il 40% del vino (in precedenza era il 30%);
  • il titolo alcolometrico totale minimo al consumo non può essere inferiore a 11% vol. e il limite massimo di zuccheri riduttori residui non deve essere superiore a 10 g/l;
  • non sussistono più disposizioni restrittive nell’uso di contenitori di capacità superiore a 1,5 litri e sono altresì soppressi i vincoli sui materiali utilizzabili per i recipienti;
  • l’estrazione dagli stabilimenti di confezionamento anteriormente alla data del 30 ottobre è condizionata all’iscrizione sui documenti di trasporto della dicitura “ da non immettere al consumo prima delle ore 0,01 del 30 ottobre .…..(indicare anno)”, eliminando le limitazioni di data esistenti fino ad oggi;
  • il vino novello deve essere ottenuto interamente con prodotto della stessa annata e non è consentito il taglio con il 15% di vino proveniente da altra vendemmia, come chiarito da una apposita comunicazione del Mipaaf.

Produzione

La produzione di vino novello Made in Italy è di circa 2 milioni di bottiglie (Coldiretti 2018). Per Coldiretti la produzione del vino novello in Italia è iniziata verso la metà degli anni ’70, dopo che in Francia, considerata la madre dei novelli, i vignaioli francesi della zona di produzione del Beaoujolais, per superare una stasi di mercato, misero sul mercato il Beaoujolais nouveau, per rivalorizzare il loro vino prodotto con uve Gamay meno pregiate della Borgogna meridionale.

Il vino novello Made in Italy basato su uve Dop e Igp ha registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie all’inizio del 2000, per poi scendere progressivamente sino ai circa 2 milioni attuali.


[1] Decreto 13 agosto 2012 – Disposizioni nazionali applicative del Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del regolamento applicativo (CE) n. 607/2009 della Commissione e del decreto legislativo n. 61/2010, per quanto concerne le DOP, le IGP, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti del settore vitivinicolo.