La pandemia da Covid-19 ha fatto evidenziare agli italiani, alcune delle mille attività, salutistiche e nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Diversi Enti di Ricerca hanno evidenziato che nei vari rimedi sintomatici contro Covid-19 vengono testati diversi farmaci, la cui azione fondamentale è la stessa di quella che possiedono gli elementi costitutivi dell’extravergine di oliva.

L’acido oleico, monoinsaturo Omega-9, gli acidi polinsaturi essenziali Omega-3 Omega-6, i composti minori: l’alfa tocoferolo (VIT. E), i polifenoli, gli steroli, lo squalene, le clorofille e l’acido oleanolico. Ognuno di questi elementi, oltre ad essere indispensabile per la struttura cellulare dei vari organi e nella qualità di nutrienti, svolge diverse attività salutistiche per l’organismo umano.

I Virologi studiando la morfologia e le caratteristiche recettoriali da un canto, e dall’altro gli Anestesisti Rianimatori, gli Pneumologi e gli Internisti, hanno notato che l’aggressività del virus era determinata da una iperattività del sistema immunitario.

I ricercatori, pertanto, si sono indirizzati alla scoperta di farmaci sintomatici contro l’iperattività infiammatoria. Nello stesso tempo dagli esami istopatologici eseguiti all’Istituto Sacco di Milano, si è evidenziato che, una concausa dei decessi, era dovuta alla microtrombosi dei vasellini del polmone, determinata dalla aggregazione piastrinica.

Immediatamente hanno immesso nel protocollo terapeutico gli antiaggreganti piastrinici, ottenendo una notevole riduzione dei decessi. Ebbene i polifenoli dell’extravergini di oliva l’oleuropeina e i suoi derivati, l’oliocantale e l’idrossitirosolo, hanno un’ottima azione antiaggregante piastrinica.

Ritornando all’azione calmierante l’infiammazione, ad oggi vi sono altri tre gruppi di ricercatori che hanno ottenuto eccellenti risultati sul versante sintomatico.

Il gruppo dell’Università Federico II di Napoli ha utilizzato il farmaco Tocilizumab, prescritto nell’artrite reumatoide acuta; questo farmaco agisce inibendo la sintesi delle citochine, sostanze infiammatorie espressione del sistema immunitario. Ebbene i polifenoli e gli acidi grassi dell’extravergine di oliva hanno la stessa azione.

Ricercatori dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università di Perugia, coautori, hanno scoperto che alcune molecole di natura endogena steroidea, acidi biliari o di sintesi, derivati dal colesterolo e l’acido oleanolico, interferiscono sul meccanismo di aggancio e di ingresso del virus nelle cellule.

Ebbene questa stessa azione è svolta dai triterpeni dell’extravegini di oliva, cioè i composti minori dell’olio di oliva, derivati dallo squalene, dagli steroli e dall’acido oleanolico, apparente illustre sconosciuto, che ritorna alla ribalta.

Infine, in data odierna 18/06/2020, ricercatori del San Raffaele di Milano pubblicano la notizia della scoperta un anticorpo monoclonale che contrasta validamente la flogosi, inibendo il fattore GM-CSF, recettore stimolante le colonie dei macrofagi, dei granulociti umani. Il farmaco, chiamato mavrilimumab, agisce bloccando la molecola GM-CSF, che viene prodotta dal sistema immunitario umano e costituisce uno dei primi anelli della catena infiammatoria. Ebbene lo squalene e i suoi derivati, facenti parte dei composti minori dell’extravergine di oliva hanno la medesima azione del mavrilimumab e proteggono l’organismo dalle malattie autoimmuni e dalle patologie infiammatorie croniche.

Sembra incredibile, ma tutti e quattro i ritrovati contrastanti il COVID-19, guarda caso, sono elementi contenuti nell’extravergine di oliva. Già da qualche giorno cominciano ad essere pubblicati i risultati parziali dei disturbi causati dal Covid-19 nei soggetti guariti. Gli organi danneggiati dal virus sono diversi, gli apparti: respiratorio, cardiocircolatorio, renale ed il sistema nervoso centrale.

I sintomi riguardanti il sistema nervoso centrale sono cefalea, confusione, disorientamento, alterazione cognitiva, ansia, depressione ecc. Voglio semplicemente rilevare che il 60% della struttura cerebrale è costituita da acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi.

Il 20% di questo 60% è rappresentato da DHA, acido grasso semi essenziale omega-3. Mi permetto ricordare che l’olio extravergine di oliva è l’unico grasso vegetale compatibile con le esigenze dell’organismo umano ed è quello che fornisce gli acidi grassi, nelle proporzioni più adatte al cervello; pertanto potrebbe essere, di un qualche aiuto, per migliorare i postumi del Covid-19.

L’articolo vuole essere solo uno stimolo, ai ricercatori, ad approfondire l’argomento; ed, in parte, è un saggio del contenuto di un libro sull’olio extravergine di oliva che uscirà a breve.