È giunta alla XXII edizione la sagra dedicata al Ficodindia, Opuntia Ficus Indica Fest, tre giornate nel cuore storico di Roccapalumba dove sarà possibile gustare dolcezze al ficodindia e un intero menù a base del gustoso frutto.
Il Comune di Roccapalumba posto ai piedi di una suggestiva Roccadi tipo Dolomitico ospiterà il 14-15 e 16 Ottobre Opuntia Ficus Indica Fest, la Sagra del Ficodindia; un territorio ricco di storia e cultura, celebre per la secolare tradizione della coltivazione del ficodindia, pianta generosa che ha trovato nel paesaggio arido e nel clima siciliano un ambiente estremamente favorevole, tanto da diventare il simbolo dell’iconografia siciliana.
Nasce nei bordi dei campi, nei dirupi o in terreni del tutto marginali e si caratterizza di frutti dai colori particolarmente spiccati in base alla varietà: bianchi (muscaredda), gialli (surfarini), aranciati (moscateddi) e rossi (sanguigni).
Nel ficodindia i rami sono formati da cladodi (detti pale) sui quali si formano prima le gemme e poi i frutti. A seconda se la pianta viene privata dai fiori e dai giovani cladodi per la ripresa vegetativa, si ottiene la produzione dei frutti “agostani” di produzione estiva o dei “bastardoni” di produzione autunnale, detti anche “scuzzulati” nati dalla seconda fioritura.
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Oltre alla coltivazione del frutto per il consumo fresco, le antiche tradizioni contadine ci tramandano l’utilizzo dei fiori essiccati per la preparazione di decotti dalle notevoli proprietà diuretiche e antinfiammatorie ma anche la realizzazione di un’ottima mostarda.
A Roccapalumba si prevedono tre giornate dedicate ai sapori tipici del territorio siciliano dove sarà possibile gustare le diverse prelibatezze provenienti da questa straordinaria pianta, il tutto accompagnato da diversi momenti di festa e intrattenimento.
“Oltre la festa c’è la volontà dell’amministrazione comunale, di moltiplicare gli sforzi per rilanciare il territorio ricco di storia, tradizioni sul ficodindia. – afferma la sindaca Rosamaria Giordano – La produzione territoriale si attesta oltre i centocinquanta ettari, nonostante la difficoltà a reperire la manodopera, la produzione si attesta supera i centinaia di quintali di ficodindia. Un frutto utilizzato non solo nella gastronomia e nella pasticceria, ma anche nella produzione liquoristica.”





