Ha fatto molto scalpore la vicenda che ha riguardato “La Cuba”, pub e ristorante storico di Palermo che giovedì, dopo un controllo di vigili del fuoco e vigili urbani, è stato momentaneamente chiuso al pubblico per motivi di sicurezza. La vicenda ha avuto molto eco in città, considerata anche la popolarità del locale, ma i gestori hanno voluto dire la loro sulla vicenda. Ma andiamo con ordine iniziando da una nota rilasciata dal Comune di Palermo.

“Gli agenti del Nucleo controllo attività economiche e produttive –recitava la nota del Comune– si sono recati nella villa dopo che erano stati segnalati assembramenti; successivamente hanno ispezionato il locale, trovando una lesione sul tetto e un pilastro apparentemente deteriorato. La polizia municipale ha chiamato i vigili del fuoco – continuava la nota – che hanno riscontrato una situazione di possibile pericolo per gli avventori, dichiarando l’inagibilità della struttura che è stata quindi chiusa. Dal sindaco di Palermo Leoluca Orlandoconcludeva la nota– viene un plauso agli agenti della polizia municipale per lo scrupolo e l’attenzione posti a tutela dell’incolumità e della salute dei cittadini“.

Venendo a conoscenza della nota del Comune è voluta intervenire la società che gestisce “La Cuba” per far conoscere all’opinione pubblica la loro versione dei fatti. Una vicenda che penalizza fortemente i gestori che oltre ai mancati introiti, dopo i tre mesi di chiusura forzata causati dal Covid19, hanno avuto anche un forte danno di immagine per qualcosa che, a loro dire, non dipendeva da loro ma dal Comune di Palermo.

“A seguito di quanto è avvenuto ieri – ha affermato Massimo Petrucci, avvocato della società che gestisce La Cuba – occorre fare delle precisazioni. Innanzitutto l’assembramento di cui si è tanto parlato è avvenuto nella villa e non all’interno della struttura che era chiusa al pubblico. Per quanto riguarda le criticità strutturali emerse durante il controllo di giovedì, erano state segnalate da oltre un anno al Comune di Palermo che è il proprietario dell’immobile.”

“Lavori che per poter essere realizzati –ha proseguito il legale della società– avevano bisogno di autorizzazioni visto che l’immobile, di interesse storico, è sottoposto a vincoli da parte della soprintendenza. Lavori il cui costo, la società che gestisce il locale, era disposta a pagare totalmente a proprie spese. Il Comune di Palermo in un anno non è mai intervenuto ai continui solleciti se non per mandare un tecnico per un sopralluogo ma senza mai intervenire concretamente per mettere in sicurezza la struttura.”

“L’intervento da parte del Comune di Palermo- ha concluso il legale– è stato sollecitato in più occasioni, l’ultima 2 settimane fa dove si provvedeva a comunicare via Pec che lo stato della struttura era peggiorato durante i mesi di chiusura per via del Covid19 e in assenza di un tempestivo intervento la struttura non sarebbe stata aperta al pubblico a tutela della collettività, non volendo mettere a rischio l’incolumità dei clienti. Attendiamo ora che gli Uffici competenti provvedano a porre in essere tutte le misure necessarie per consentire la riapertura dei locali e la ripresa dell’attività.”

Riteniamo paradossale che chi fa impresa, e già sta attraversando un periodo difficile a causa del Covid19, debba subire sia danni di natura economica, sia danni di immagine per fatti non imputabili a chi gestisce l’immobile. Così come riteniamo paradossale che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando faccia pubblicamente un plauso agli agenti della polizia municipale per lo scrupolo e l’attenzione posti a tutela dell’incolumità e della salute dei cittadini e non parli delle responsibilità dei suoi uffici che con il loro mancato intervento hanno portato al deterioramento della struttura. Speriamo che l’amministrazione comunale intervenga rapidamente per non privare la cittadinanza di poter fruire di uno storico locale oltre che per non essere costretta a pagare agli esercenti eventuali risarcimenti per mancata attività. Ma quello dei tempi biblici della burocrazia comunale è ormai un problema quasi insormontabile.