Una boccata d’ossigeno per il mercato turistico delle città d’arte in Sicilia che dopo due anni di difficoltà estreme hanno registrato un notevole afflusso di visitatori nel periodo pasquale e nel primo ponte primaverile .

Le città d’arte siciliane sono state tra le destinazioni maggiormente colpite dall’assenza di stranieri, e il trend fa presagire una ventata di ottimismo per il movimento di turisti che torneranno ad animare i centri storici dopo lunghi mesi di instabilità. Una buona notizia non solo per le strutture ricettive ma per tutta la filiera del turismo culturale, dai musei ai siti culturali e archeologici, dalle guide turistiche alla ristorazione, dai servizi di noleggio e di trasporto fino alle attività commerciali. Sono ancora lontani i numeri della Pasqua 2019, ma le vacanze pasquali potrebbero essere l’inizio di una reale inversione di tendenza.

A godere maggiormente di questo ritrovato afflusso turistico di matrice culturale è stata la città di Palermo che sempre più accentua la sua caratura di città d’arte, una connotazione conquistata negli ultimi anni, grazie al proliferare di iniziative che l’hanno prioiettata in cima alle mete preferite del turismo culturale. Un risultato raggiunto anche grazie alla promozione internazionale ed all’essere considerata e percepita, sempre secondo i dati ufficiali dell’Istat, come la più sicura fra le grandi città italiane, in termini di reati commessi.

Teatro Massimo

Il riconocimento del percorso arabo-normano come Patrimonio dell’Unesco nel 2015, Manifesta nel 2018, congiuntamete al riconiscimento nello stesso anno di capitale italiana della cultura, hanno contribuito al salto di qualità dell’offerta e dei servizi culturali offerti dal capoluogo siciliano. Una buona notizia per tutta le filiera turistica della Città che dopo un lungo periodo di start & stop, spera di agganciare finalmente una piena ripresa, per una realtà come Palermo che vive di terziario e che negli ultimi anni in coincidenza con il boom degli arrivi dei turisti soprattutto stranieri, ha visto risorgere le attività commerciali del centro storico (dalla ristorazione all’abbigliamento passando dai negozi dei prodotti tipici e dell’artigianato locale).

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Palermo tra l’altro oltre gli attrattori culturali tradizionali come le chiese e i 4 mercati del centro storico, i monumenti del percorso Unesco arabo-normanno, i musei prestigiosi, da questo mese di aprile può contare su un’offerta che si avvale della possibilità di entrare a Palazzo Steri e immergersi nella storia di Palermo. Il palazzo dei Chiaromonte, oggi sede del Rettorato, ha riaperto infatti le porte alle visite – ogni giorno dalle 9 alle 20, sino al 31 dicembre con un costo di 8 euro (intero), 5 euro (ridotto), 17 euro ticket integrato (Steri, Orto Botanico e Salinas), 12 euro (ticket integrato ridotto) – che consentiranno di fare conoscere al pubblico i tesori storici, artistici e culturali custoditi nel complesso monumentale.

Infatti dopo il riscontro di visitatori dell’apertura del 2021, lo Steri si restituisce alla fruizione turistica. Grazie all’accordo con il museo archeologico Salinas allo Steri è possibile visionare i reperti che raccontano le origini del palazzo dei Chiaromonte e la vita quotidiana al tempo dei vicerè. Tra l’altro è stata riallestita la quadreria della Regia Università e aperto al pubblico un percorso espositivo sulle collezioni dell’Università e riallestito anche lo spazio che accoglie La Vucciria di Renato Guttuso.

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