Approvata al Senato della Repubblica la riforma sul pane che introduce regole più chiare su pane fresco, etichettatura e vendita, valorizzando il made in Italy.
Il settore della panificazione si prepara a una svolta con il disegno di legge approvato in prima lettura dal Senato della Repubblica, promosso dal presidente della Commissione Agricoltura Luca De Carlo. Il testo passa ora alla Camera dei deputati per l’esame definitivo.
Cosa si intende per “pane fresco”?
La riforma interviene su un settore ancora disciplinato da norme frammentate e spesso superate, introducendo criteri più stringenti per l’utilizzo della dicitura “pane fresco”. Il testo stabilisce infatti affinché possa essere definito tale solo se prodotto secondo un processo continuo e senza ricorrere a congelamento o surgelazione degli impasti. Vengono inoltre rafforzati gli obblighi di trasparenza nei confronti del consumatore, con indicazioni più precise sulle modalità di produzione, conservazione e vendita.
Tra le novità più rilevanti figura anche la separazione obbligatoria sugli scaffali tra pane fresco e prodotti derivati da lavorazioni non continue o da semilavorati. Una misura che punta a evitare ambiguità commerciali e a garantire una concorrenza più equilibrata tra grande distribuzione e panificazione artigianale.
Il ddl dedica attenzione anche al pane senza glutine e alla valorizzazione delle produzioni tradizionali locali, riconoscendo il pane fresco come elemento del patrimonio agroalimentare e culturale italiano. Prevista inoltre l’istituzione della “Festa del pane”, da celebrarsi la prima domenica di maggio, con l’obiettivo di promuovere la cultura della panificazione e il legame tra prodotto, territorio e comunità.
Altro punto centrale del provvedimento è la possibilità di utilizzare la dicitura “Made in Italy 100 per cento” per il pane realizzato esclusivamente con materie prime italiane e interamente prodotto sul territorio nazionale. Un passaggio che punta a rafforzare la competitività della filiera cerealicola e molitoria italiana, in un momento segnato dall’aumento dei costi produttivi e dalla crescente attenzione dei consumatori verso origine e qualità delle materie prime.
Dal mondo politico arrivano commenti favorevoli, soprattutto dalle regioni a forte vocazione cerealicola e panificatoria. L’approvazione definitiva della legge viene ora attesa con attenzione da panificatori, associazioni di categoria e operatori dell’agroalimentare, che da anni chiedono un quadro normativo più moderno e coerente con l’evoluzione del mercato.





