Il caro energia e il rincaro delle materie prime colpisce il comparto delle pasticcerie siciliane. Sono interessate 7.453 imprese siciliane della pasticceria e del settore dolciario (che include produzione manifatturiera di biscotti, cacao, cioccolato e di gelati) – con una alta vocazione artigianale: le 5.737 imprese artigiane, rappresentano il 77 per cento delle imprese totali del settore in esame.
Le pasticcerie italiane, siciliane comprese, stanno assorbendo, in modo più accentuato rispetto agli altri paesi europei, la pressione dei prezzi delle materie prime e la maggiore spinta sui costi dell’energia, con ricadute contenute sui prezzi praticati alla clientela. Il rincaro dell’energia elettrica non ha colpito solo le famiglie, ma anche bar pasticcerie e gelaterie per le quali purtroppo gli aumenti non si fermano solamente a luce e gas.
Le impennate dei prezzi riguardano anche il resto delle materie prime inerenti la realizzazione dei prodotti che vengono poi venduti sia al banco che in sala. A titolo esemplificativo: caffè (+59%), carta (+70%), mais (+77% in sedici mesi), zucchero (+54%), cotone (+109%) che molto altro, aumenti che vanno ad incidere notevolmente sui costi aziendali. Un problema per un Paese come l’Italia che è costretta ad importare il 64% del grano ma anche zucchero e grassi di cui ha bisogno perché non ha voluto investire sulla propria agricoltura.
Le imprese, soprattutto le piccole attività artigiane, non sono più in grado di reggere all’urto dei rincari a doppia cifra dell’energia e delle materie prime e sono costrette a trasferirli a valle, ai consumatori.
Aspetto collaterale di queste dinamiche dei prezzi al rialzo è l’incremento di chi si dedica alla preparazione casalinga per risparmiare nella realizzazione di dolci da offrire in famiglia o a parenti ed amici assicurando la qualità e la freschezza degli ingredienti.





