Leggete in calce i vincitori e come potete constatare un solo Nero d’Avola ha ottenuto il massimo riconoscimento e nessun Grillo.

Per noi c’è qualcosa che non va. Non è possibile che col vitigno principe della Sicilia non si facciano vini di eccellenza e nemmeno con il Grillo che negli ultimi anni ha ottenuto giudizi lusinghieri nelle altre guide. Com’è poi che nei più importanti concorsi internazionali questi vitigni tipicamente siciliani vincano tante medaglie d’oro? Vorremmo che qualcuno ce lo spighi.

Il Gambero Rosso è recidivo nel non apprezzare adeguatamente questi 2 vitigni, anche nelle guide passate si era mostrato un quasi ostracismo, un atteggiamento radical chic votato a valorizzare vitigni nuovi disprezzando quelli più noti e che hanno fatto, specie il Nero d’Avola, la storia dell’enologia isolana. A tal proposito leggete cosa abbiamo scritto su Italia a Tavola nel 2017. Sicuramente il grande Giacomo Tachis si starà agitando nei cieli.

Il Gambero Rosso comincia a pubblicare i vini che hanno ottenuto i 3 Bicchieri, il loro massimo riconoscimento, nella Guida dei Vini 2021. E comincia proprio con la Sicilia commentando la particolarità che stanno imboccando la strada del successo aziende nuove, alcune dirette dalla nuove generazioni di cantine storiche o già di successo.

Questi i 3 Bicchieri siciliani:

  • Cerasuolo di Vittoria Giambattista Valli ’18 – Feudi del Pisciotto
  • Cerasuolo di Vittoria Il Para Para ’17 – Poggio di Bortolone
  • Etna Bianco Alta Mora ’19 – Alta Mora
  • Etna Bianco Arcuria ’18 – Graci
  • Etna Bianco Pietrarizzo ’19 – Tornatore
  • Etna Bianco Trainara ’18 – Generazione Alessandro
  • Etna Rosso Contrada Santo Spirito Part. 468 ’16 – Palmento Costanzo
  • Etna Rosso Erse Contrada Moscamento 1911 ’17 – Tenuta di Fessina
  • Etna Rosso Lenza di Munti 720 slm ’17 – Nicosia
  • Etna Rosso Passorosso ’18 – Passopisciaro
  • Etna Rosso Qubba ’18 – Monteleone
  • Etna Rosso San Lorenzo ’18 – Girolamo Russo
  • Etna Rosso V. Barbagalli ’17 – Pietradolce
  • Etna Rosso V. Vico Prephylloxera ’17 – Tenute Bosco
  • Etna Rosso Zottorinoto Ris. ’16 – Cottanera
  • Faro ’18 – Le Casematte
  • Malvasia delle Lipari Passito ’19 – Caravaglio
  • Passito di Pantelleria Ben Ryé ’17 – Donnafugata
  • Salealto Tenuta Ficuzza ’18 – Cusumano
  • Sicilia Catarratto V. di Mandranova ’18 – Alessandro di Camporeale
  • Sicilia Chardonnay V. San Francesco Tenuta Regaleali ’18 – Tasca d’Almerita
  • Sicilia Mandrarossa Cartagho ’18 – Settesoli
  • Sicilia Nero d’Avola Saia ’18 – Feudo Maccari
  • Sicilia Perricone Furioso ’17 – Assuli
  • Sicilia Perricone Ribeca ’15 – Firriato
  • Sicilia Zibibbo Al Qasar ’19 – Rallo

Come leggete sono 26 i 3 Bicchieri ed esattamente la metà, 13, sono vini dell’Etna. La moda è questa ormai da alcuni anni. La critica enologica fino ad una decina di anni fa nemmeno considerava i vini etnei, da qualche anno sembra invece che, per alcuni, i vini buoni si facciano solo nell’Etna. Un territorio microscopico, per carità assolutamente di eccellenza, che vale quanto tutto il resto della Sicilia. Sic transit gloria mundi.

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