La Consulta Giovanile di Isnello accende i riflettori su Piano Battaglia e sull’ennesima stagione sprecata: “Così si uccide il futuro delle Madonie”.
L’inverno è arrivato puntuale e le condizioni sarebbero ideali per accogliere turisti e appassionati della montagna. Eppure, ancora una volta, gli impianti sciistici restano chiusi. Un paradosso che si ripete e che accende la protesta dei giovani del territorio.
A rompere il silenzio è la Consulta Giovanile di Isnello, che in una dura presa di posizione denuncia l’ennesima occasione persa per le Madonie. Non si tratta, sottolineano, di un episodio isolato o di una semplice difficoltà stagionale, ma del risultato di una mancanza strutturale di programmazione, visione e coordinamento tra gli enti responsabili.
La neve sulle piste, spiegano i giovani, dimostra che il problema non è naturale ma gestionale. Gli impianti chiusi in piena stagione invernale rappresentano un danno enorme non solo per gli operatori turistici, ma per l’intero comprensorio madonita, che vede sfumare opportunità di lavoro, sviluppo economico e valorizzazione del territorio.
La bellezza paesaggistica, da sola, non basta più. Senza servizi funzionanti, infrastrutture operative e una strategia chiara, Piano Battaglia resta un simbolo di potenzialità inespresse. Una situazione che penalizza alberghi, ristoratori, guide e attività locali, scoraggiando anche quei visitatori che ogni inverno guardano alle Madonie come alternativa alle grandi stazioni sciistiche.
Intanto crescono le critiche anche sul piano politico e istituzionale, mentre cittadini e operatori attendono risposte concrete. Il tempo delle giustificazioni, secondo i giovani, è finito: servono decisioni rapide, una gestione efficiente e una visione di lungo periodo. Perché la neve, a Piano Battaglia, continua a cadere, ma senza impianti aperti e scelte coraggiose, rischia di restare solo l’ennesima occasione sprecata.





