Dopo avere attraversato la Sicilia occidentale con le tappe di Alcamo, Modica, Agrigento e Cefalù, “The Sanpellegrino Table” ha fatto tappa anche a Messina, scegliendo il borgo marinaro di Rodia per uno degli appuntamenti più rappresentativi dell’edizione 2026.
Da Piedimonte 2.0, il maestro pizzaiolo Enzo Piedimonte ha accolto lo chef Vincenzo Sansone di Cortile Pepe, a Cefalù, per una serata che ha messo al centro il dialogo tra due percorsi professionali differenti ma accomunati dalla stessa attenzione alla materia prima e dalla volontà di rileggere il patrimonio gastronomico mediterraneo attraverso uno sguardo contemporaneo.
Da una parte l’esperienza di Piedimonte, napoletano d’origine ma ormai profondamente legato alla Sicilia; dall’altra la sensibilità gastronomica di Sansone, giovane chef cefaludese che ha fatto della contaminazione culturale uno degli elementi distintivi della propria cucina. Il risultato è stato un menu capace di muoversi tra mare e terra, tra Campania e Sicilia, sulla stessa scia della costa tirrenica che li accomuna.
Il menu, fra mare e terra
L’intero percorso degustazione ha raccontato il Mediterraneo attraverso prospettive diverse, alternando preparazioni ispirate alla cucina di casa, tecniche moderne e ingredienti identitari capaci di evocare paesaggi, memorie e culture gastronomiche differenti.
Ad aprire la cena è stato “Sud e Sale”, una burrata in pastella accompagnata da alici, peperone arrosto e menta, piatto che ha immediatamente introdotto il tema centrale della serata: l’incontro tra sapidità marina e freschezza vegetale.
Con la “Genovese di Sicilia” il percorso è entrato nel territorio della contaminazione, trasformando uno dei simboli della tradizione napoletana in una montanarina arricchita da genovese di cipolle, astratto di pomodoro e fonduta di provola all’argentiera.

La proposta è poi proseguita con “Funghi e brace”, una pizza che giocava su aromi boschivi e note affumicate attraverso l’incontro tra funghi, chimichurri, tuma persa e crumble di tarallo, dimostrando come il linguaggio della pizza contemporanea possa spingersi ben oltre gli schemi tradizionali.

Con la Pizza Special “Il tonno e la ghiotta”, creata a quattro mani da Piedimonte e Sansone e pensata come omaggio a Messina e alla sua tradizione marinara, la cena ha avuto il suo culmine: una base impreziosita da mozzarella di bufala e pomodorini semi dry trovavano spazio filetti di tonno, paté di capperi, polvere di olive, sedano candito e basilico fritto. Una composizione che richiamava la celebre ghiotta messinese senza riprodurla fedelmente, ma reinterpretandone i sapori attraverso consistenze e linguaggi contemporanei. Una pizza che ha sintetizzato perfettamente il senso dell’intera collaborazione: partire dalla memoria gastronomica per costruire qualcosa di nuovo.

La chiusura è stata affidata a “Tra pignolata e cassata”, una focaccia dolce con ricotta, cioccolato fondente, mandorle e limone che ha unito due grandi simboli della tradizione dolciaria siciliana in un finale equilibrato e identitario.

Piedimonte e Sansone, due persoalità differenti ma complementari
L’incontro tra Enzo Piedimonte e Vincenzo Sansone ha raccontato soprattutto due modi diversi ma complementari di interpretare la gastronomia contemporanea. Nato a Napoli e trasferitosi in Sicilia per amore, Piedimonte ha costruito negli anni un percorso che lo ha portato a diventare uno dei riferimenti della pizza contemporanea nel Messinese. Dalla formazione iniziata giovanissimo all’attività di consulente e formatore, fino al ruolo di responsabile dell’Area Food di Casa Sanremo, il suo lavoro si distingue per la continua ricerca sugli impasti e per una visione moderna della pizzeria, confermata anche dai Due Spicchi ottenuti nella Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso. A Rodia, con il progetto Piedimonte 2.0, porta avanti una proposta fondata su alta idratazione, lunghe maturazioni e una crescente attenzione al dialogo tra pizza, beverage e mixology.
Accanto a lui, Vincenzo Sansone rappresenta una delle giovani espressioni più interessanti della nuova cucina siciliana. Originario di Cefalù, ha costruito il proprio percorso attraverso esperienze che lo hanno portato a confrontarsi con la cucina francese e quella giapponese, arricchendo progressivamente il proprio linguaggio gastronomico. Oggi, nelle cucine di Cortile Pepe, sviluppa una proposta che unisce tecnica, stagionalità e valorizzazione delle eccellenze territoriali, con un approccio che mette al centro il racconto del territorio senza rinunciare alla ricerca e alla sperimentazione.
A Rodia, queste due visioni si sono incontrate trovando un equilibrio naturale tra impasto e cucina, tra tradizione e contemporaneità, dando vita a una delle serate più identitarie dell’intero percorso di “The Sanpellegrino Table”.
Il marchio Sanpellegrino promotore ufficiale delle serate
Dal 1899 il brand S.Pellegrino esporta l’eccellenza italiana nel mondo, diventando un’icona internazionale di gusto ed eleganza. Una storia che da oltre 125 anni racconta il valore del gusto italiano a tavola e la cultura del food pairing come forma di espressione contemporanea.
Con le sue radici italiane e la sua vocazione internazionale, S.Pellegrino rappresenta oggi il meglio dello stile italiano in oltre 150 Paesi. Un simbolo di eleganza, equilibrio e creatività che trova in questo progetto una naturale espressione: “The Sanpellegrino Table” diventa infatti un laboratorio diffuso di collaborazione tra chef e pizzaioli, capace di unire tecniche, sensibilità e visioni diverse in un’unica esperienza gastronomica.





