Resi noti i vincitori dell’ultima edizione Pani & Panettieri d’Italia 2021 del Gambero Rosso. Tra questi spicca il Panificio ‘A Maidda di Trapani, gestito da Pietro Cardillo.

Il panificio, in attività da un anno, ha convinto la giuria del Gambero Rosso con il filone al finocchietto selvatico, mandorle d’Avola e uva passa di Zibibbo di Pantelleria, infallibile specialità della casa. Il nome ‘a maidda, scelto dallo stesso panificatore, fa riferimento al contenitore ligneo rettangolare anticamente utilizzato dalle famiglie siciliane per impastare la farina o deputato alla conservazione del pane per settimane. Un vero e proprio utensile vecchio stile, ideale per versatilità nella lavorazione della farina e per capienza a giudicare dalle enormi dimensioni.

Nato per offrire la migliore qualità siciliana, il panificio propone pietanze da asporto o da consumare in loco: dalla classica colazione meridionale alla colazione salata, al brunch. L’obiettivo principale consiste nel selezionare le farine migliori e, attraverso tecniche innovative totalmente naturali, realizzare prodotti sani e salutari stuzzicando così il palato dei consumatori.

Premiazione di Pietro Cardillo al Maxxi di Roma.

Di seguito, l’intervista a Pietro Cardillo che si è espresso subito dopo il successo ottenuto.

Che cosa significa questo prestigioso premio per la sua attività?

“Un traguardo simile per me è motivo di orgoglio. Mi auguro che la città possa crescere di pari passo con la mia attività. Questo premio rappresenta sicuramente un punto di partenza e uno stimolo a dare sempre il meglio”.

Quale sarà il futuro per l’azienda specie dopo aver raggiunto un traguardo così importante?

“Riguardo il futuro della mia attività, mi auguro una crescita costante e duratura nel tempo”.

Che farina viene utilizzata per la realizzazione di un pane così eccellente?

“Si tratta di una farina di grano tenero ‘tipo 1’ del molino Quaglia, macinata a pietra”.

Dove si può rintracciare la sicilianità nel suo pane?

“Sono costantemente in cerca di novità e ispirazione per questo pane. La mia ispirazione massima è stata un buon piatto di pasta con le sarde ‘come faceva la mia nonna’. Fu allora che iniziai a fare alcune prove che sono durate per settimane, ottenendo come risultato la ricetta attuale. Il mio pane è un’esplosione di sicilianità: dal finocchietto selvatico raccolto nell’agro ericino, alle mandorle di Avola, all’uvetta passita di zibibbo di Pantelleria. La Sicilia in un impasto insomma”.

Che idee ha in merito alla produzione del pane? Svilupperà nuove ricette?

“Ci saranno certamente tantissime nuove ricette, dal momento che a me piace regalare sempre nuove emozioni soprattutto a chi crede in me e si avvicina alla mia filosofia di panificazione”.