Marco Rinaldi, Food Blogger e Ideatore di Pistacchissimo.it

Nel 2017 nasce Pistacchissimo, un food blog dove le recensioni hanno un unico denominatore comune: il pistacchio! L’idea è di Marco Rinaldi, ingegnere informatico catanese con la smisurata passione per il famoso “Oro Verde”.

Grazie alla sua grande capacità comunicativa ed un uso intelligente dei social, è riuscito a coinvolgere migliaia e migliaia di persone con il blog “Pistacchissimo.it” e successivamente attraverso suoi canali social : Facebook, Instagram e You tube.

Come è nata l’idea di realizzare un blog interamente dedicato al pistacchio? 

“Tutto nasce dalla mia folle passione per il pistacchio, che amo mangiare da sempre in ogni sua forma. Mangiando quasi ogni giorno prodotti al pistacchio mi rendevo conto di quanto fosse difficile trovare in giro qualcosa di realmente valido. Talvolta c’era semplicemente poco pistacchio, altre volte era addirittura assente, sostituito da coloranti e aromi artificiali.”

“Ho quindi iniziato a fare una selezione dei miei “posti preferiti” consigliandoli alla mia cerchia di amici. Il riscontro è stato inaspettato, da cui l’intuizione, tanto semplice quanto vincente: se i miei consigli rendono felici i miei amici, magari potrebbero risultare interessanti per molte più persone. Mi sono quindi rimboccato le maniche ed ho lanciato il blog e la pagina Facebook (utilissima per farlo conoscere). Dopo qualche mese ho aperto anche il profilo Instagram, che oggi è una parte fondamentale del mondo Pistacchissimo. “

Quali sono i criteri che adotti nelle tue recensioni per definire un prodotto “pistacchissimo” ?

ll parametro principale è uno: quanto si sente il gusto di pistacchio? Ho scelto quindi di creare una mia scala di valutazione, che si trova in tutte le recensioni sul blog, ossia un voto che va da 1 a 5 pistacchi.

Un parametro fondamentale di cui tenere conto è il grado di tostatura, infatti il gusto del pistacchio al naturale (da non confondere con i pistacchi salati che troviamo al supermercato) è molto diverso da quello del pistacchio tostato. Cerco sempre di evidenziare questo fattore perché c’è chi preferisce un sapore più tostato (generalmente più intenso e quindi percepito anche dai palati meno allenati) e chi invece ama sentire un gusto più naturale. Io li apprezzo entrambi, ma in genere la tostatura “media” è quella che mette tutti d’accordo!

Il pistacchio siciliano rappresenta un’eccellenza nel mondo. A breve, oltre al noto Pistacchio di Bronte, anche quello di Raffadali dovrebbe ricevere il prestigioso marchio DOP. Potresti farci chiarezza sulle caratteristiche e peculiaritá di entrambi?

“Il pistacchio siciliano è certamente un’eccellenza, ma ricordiamoci che rappresenta meno dell’1% della produzione mondiale e questo lo rende molto difficile da tutelare! Per molto tempo dire siciliano è stato quasi esclusivamente sinonimo di “Bronte”, un piccolo territorio con una grande responsabilità. Il recente rilancio del territorio di Raffadali apre nuove occasioni molto interessanti per l’economia della nostra isola e spero che si riesca a capire che: l’unione fa la forza. “

“Nonostante i due prodotti siano abbastanza diversi, leggendo i due disciplinari, ci si può rendere conto di alcune similitudini. Innanzitutto si tratta in entrambi i casi di “Pistacia Vera” (nella varietà detta “Napoletana”) innestata su “Pistacia Terebinthus”, che conferisce una grande forza alla pianta anche sui terreni più difficili. Altri punti in comune sono la forma allungata e il colore verde, nonché la bassa percentuale di umidità tollerata e l’elevata resa in olio (costituito da grassi monoinsaturi preziosi per la nostra salute).”

“La notevole differenza risiede invece nel suolo. Nel caso di Bronte abbiamo il terreno lavico dell’Etna, con alcuni minerali caratteristiche che conferiscono delle note di gusto distintive, a Raffadali invece troviamo un terreno calcareo che offre alla pianta un habitat più simile a quello mediorientale. Anche le tecniche di potatura e i tempi di maturazione sono leggermente diversi, con l’obiettivo di conferire delle note dolci leggermente diverse.”

“In definitiva si tratta di due prodotti eccellenti, ma questo non basta per cullarci nei confronti del mercato mondiale! La concorrenza estera è agguerrita e alcuni paesi offrono dei pistacchi di fascia alta dal sapore davvero ottimo. Dobbiamo quindi riuscire a essere competitivi e valorizzare i nostri fattori di pregio.”

Concludiamo chiedendoti qual è stato il momento più bello di questa tua esperienza da foodblogger.

“Ogni volta che ti senti utile è sicuramente un momento bellissimo: basta un messaggio di ringraziamento sui social o qualcuno che ti ferma per strada per ringraziarti per ciò che fai. C’è stato un episodio, però, che li batte tutti e che ricordo sempre con grande affetto! Durante la sagra di Bronte, una bambina molto piccola si è avvicinata insieme al padre e mi chiese di scattare una foto insieme e di avere uno dei miei gadget ad edizione limitatissima: un portachiavi a forma di pistacchio. L’emozione al pensiero che una bimba così piccola seguisse le mie video-recensioni è stata fortissima. Per fortuna in quel momento avevo con me il mio mazzo di chiavi e decisi di regarle il mio portachiavi. Vedere lei e la sua famiglia così felici per questo piccolo gesto è stato davvero unico. “