Emanuele Serpa della Pizzeria "Frumento" di Acireale

Durante queste settimane di chiusura obbligata delle pizzerie l’asporto e la consegna a domicilio delle pizze di alta fascia hanno registrato un autentico boom. Superato il primo periodo di smarrimento, le pizzerie di di alta fascia, spesso sollecitati anche dalle richieste degli affezzionati clienti, si sono cimentati con le consegne a domicilio, adottando ovviamente qualche accorgimento: menu più snelli, cartoni con materiali e tecnologie particolari che mantengono il calore senza danneggiare la pizza.

Ed è così che Repubblica ha selezionato le TOP 40 Delivery d’Italia, le migliori pizzerie di alta qualità attrezzate per la consegna a domicilio. In questa classifica troviamo 2 pizzerie abituate da anni a frequentare le classifiche nazionali anche perchè insignite di prestigiosi riconoscimenti:

La Braciera di Palermo dei fratelli Cottone, Antonio, presidente di Fipe Confcommercio Palermo, Roberto e Marcello. che ha scelto di proporre tutte le sue specialità, attivo sia in settimana che durante il weekend, con la solita attenzione alle materie prime e alle farine di grani autoctoni. Pizzeria che ricordiamo ha ottenuto lo scorso anno per la quarta volta consecutiva i “Tre spicchi” del Gambero Rosso.

Frumento di Acireale, in provincia di Catania dove si ordina online e si sceglie preventivamente il metodo di pagamento, per evitare contatti inutili. I titolari Emanuele Serpa e Federica Lazzaro, pur non del settore, travolti dalla passione per la pizza hanno messo in atto strategie imprenditoriali esemplari con scelta dei prodotti di alto livello. Nel giro di un paio di anni sono riusciti a raccogliere un notevole numero di recensioni e riconoscimenti, che li ha portati all’inserimento della 50 Top Pizza guida online aggiornata ogni anno delle migliori pizzerie italiane.

Fare pizza a domicilio, trasformando la propria pizzeria in un food delivery è diventata un’esigenza o una possibilità. Il tema è controverso ma il coronavirus ha comunque modificato il modello di business anche delle pizzerie di alto livello che nella fase pre Covid-19 non si dedicavano alle consegne a casa, anche perchè una pizza di qualità va consumata appena sfornata, e mal si presta all’asporto anche perchè difficilmente mantiene le stesse aspettative aprendo la confezione di cartone.

Reinventarsi food delivery non deve essere stato facile, specialmente se è un’emergenza a dettare quella che oggi, per molti pizzaioli è diventata una improvvisa necessità. Un conto è preparare la pizza per clienti che consumano in pizzeria, un conto è fare pizza a domicilio: ci sono tempistiche, ingredienti, impasti diversi da considerare.

La domanda che molti si pongono, cosa avverrà nella fase post coronavirus.  Dal punto di vista della pizzeria, quelle di livello più alto continueranno ad effettuare il delivery, affiancandolo al servizio ordinario presso i loro locali ? Proviamo ad azzardare una risposta, probabilmente si, ma con un asporto intelligente, pensato per chi vive a poca distanza dalla pizzeria.