Esistono tanti modi per raccontare un luogo ma per alcuni in particolare diventa difficile descriverli e farne ritornare la suggestione, dare l’idea di cosa rappresentano perché, si rischia di dire troppo o troppo poco.

Nel panorama di questi luoghi si inserisce sicuramente Polizzi Generosa, tra i borghi delle Madonie, uno dei più complessi a raccontare, ma ci proviamo ugualmente per dare il senso di una storia che ha secoli di strati come il dolce che lo rappresenta, lo Sfoglio monacale oggi diventato identità della tradizione.

Uno scrigno di morbida pasta frolla al cui interno si nasconde una antica ricetta di ingredienti: formaggio Tuma fresco, cioccolato, polvere di cannella e altri ingredienti mescolati insieme in quantità ignote. Il resto lo dice il gusto che arriva fin dentro al cuore.

Tornando al borgo risaliamo all’epoca in cui Federico II diede alla città la titolazione di “Generosa”, parte integrante del suo toponimo in quanto città demaniale, il cui privilegio era per le ricche famiglie che venivano insignite come “nobiles”  nonostante nessun sangue blu ma per i loro inestimabili patrimoni.

Da qui si spiegano gli innumerevoli palazzi nobiliari – come ad esempio Palazzo Carpinello o Palazzo Gagliardo – bellissimi fuori e scrigni di bellezza dentro, che contribuiscono a rendere la visita al borgo davvero entusiasmante, cogliendo l’atmosfera del tempo dove si alternavano famiglie storiche come i Chiaramonte e i Ventimiglia.

La vita culturale ne ebbe un impulso notevole che ne fece un centro importantissimo per la vita della cittadina nella quale si univano il potere nobiliare con quello sacro, grazie alla presenza dell’Ordine Sovrano Militare di Malta, aveva il compito di proteggere i pellegrini, di cui resta la testimonianza con la Chiesa della Commenda del 1177, opera di Ruggero D’Aquila, dei quali purtroppo rimangono soltanto pochi ruderi di quella che in passato fu invece la più ricca delle Commende presenti in tutto il territorio siciliano e che dipendevano dal Priorato di Messina.

Un itinerario completo per chi vuole visitare il borgo che ha anche diversi musei ben tenuti, come il Museo Civico Archeologico e quello dedicato all’Abete Abies Nebrondendis, il Museo del Giocattolo e quello dedicato alle tradizioni Etnoantropologico, tutti dentro parte dell’imponente Palazzo del Municipio, ex convento dei Gesuiti.

Innumerevoli le chiese da visitare che lasciano senza parole per la bellezza e la conservazione di tesori d’arte e di architettura che sembrano non aspettare altro che i visitatori per mostrarsi: su tutti citiamo la Chiesa Madre dedicata a S.Maria Assunta, comunemente detta S. Maria Maggiore, edificio religioso principale del paese, di costruzione normanna della metà del XI secolo.

Se l’esterno si presenta maestoso con il gran portale chiaramontano e l’ampia scalinata con i campanili angolari, l’interno non è da meno e tra le opere custodite di grande pregio, spicca un trittico fiammingo attribuito a Rogier Van der Weyden che raffigura la Vergine con il Bambino.

Oggi il paese, nonostante sia un piccolo centro, vanta un patrimonio artistico davvero ricco ed invidiabile che si scopre agli occhi dei visitatori in tutta il suo splendore: non dimentichiamo che è sede del Parco letterario intitolato allo scrittore, giornalista, critico letterario, germanista e illustre concittadino Giuseppe Antonio Borgese.

Polizzi è anche lo scrigno custode di due presidi Slow food della condotta Alte Madonie, che ci vengono raccontati da Roberta Billitteri produttrice del fagiolo Badda e del peperone di Polizzi detto u pipitto, la cui caratteristica è quella di cresce con il cornetto rivolto in su!

Questo fagiolo slow lo è davvero per il lavoro che c’è dietro la coltivazione e per la cottura che richiede tempo e necessità di molta cura per assaporare tutto il suo sapore e godere dei sentori che solo questo legume antichissimo, ancora oggi raccolto esclusivamente a mano, porta con se insieme alle radici della vita contadina.

Lo stesso vale per il peperone, la cui colorazione varia dal verde al rosso e che ha la caratteristica di essere particolarmente digeribile, oltre ad un sapore intenso ma non invasivo delicato e aromatico.

Di entrambi i presidi Roberta ha confezionato delle ricette nel laboratorio della sua azienda “Il gusto dei colori”, che in barattolo diventano delle specialità gastronomiche da gustare in cucina, oltre i fagioli cotti e pronti da gustare, le conserve dello stesso peperone che in modalità diverse si abbinano a carni, formaggi e anche crostacei.

Se volete fare un’esperienza più che una vacanza, Polizzi Generosa è l’occasione giusta per scoprire il territorio madonita dal gusto all’arte, dalla storia alla cultura, alla natura poichè da qui si raggiungono le mete più alte, oltre Piano Battaglia, con sentieri che arrivano fino aPizzo Carbonara, seconda vetta in Sicilia.