La 51ª edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea ha confermato Ragusa come uno dei maggiori poli lattiero‑caseari del Sud Italia.
Nel workshop “Ragusa Città del Formaggio 2026 – I formaggi del territorio ibleo: analisi e prospettive”, la città ha mostrato la forza di una filiera che unisce una solida tradizione contadina a un tessuto cooperativo e imprenditoriale moderno.
È un territorio che vive una doppia anima produttiva: da un lato la produzione industriale e semi‑industriale destinata alla GDO, dall’altro una nicchia di eccellenza legata ai formaggi storici stagionati, vero patrimonio identitario degli Iblei. Una filiera che oggi affronta sfide complesse, dal prezzo del latte al caro carburanti, dalla riconversione tecnologica agli effetti del cambiamento climatico, ma che continua a dimostrare resilienza e capacità di innovazione.
Ragusa Città del Formaggio 2026
L’incontro è stato dedicato al percorso che ha portato Ragusa a ottenere il riconoscimento ONAF come “Città del Formaggio 2026”, un titolo che celebra non solo le produzioni casearie, ma anche le persone che ogni giorno ne custodiscono la storia. L’Assessore allo Sviluppo Economico Catia Pasta ha aperto i lavori sottolineando il ruolo strategico della rete: cooperazione, ricerca, mondo produttivo e settore HORECA sono gli elementi essenziali per raccontare e promuovere i formaggi iblei e per sostenere lo sviluppo dell’intera filiera agroalimentare.
Tra le prossime tappe, il convegno internazionale SeeCheese, presentato dal ricercatore Rosario Petriglieri del CoRFiLaC, in programma dall’1 al 3 dicembre. Tre giorni dedicati all’incontro tra innovazione scientifica e produzioni tradizionali, con esperti provenienti da tutto il mondo.
Un altro appuntamento centrale sarà quello del 30 novembre 2026, introdotto da Danilo Scalone (Confcooperative Ragusa): “Il latte si valorizza dove si produce”. Tecnici del mondo cooperativistico nazionale saranno a Ragusa per presentare dati, dinamiche territoriali ed esperienze di successo, ribadendo come la cooperazione sia ancora oggi un modello economico vivo e dinamico.
Al confronto ha partecipato anche il mondo HORECA, rappresentato dalla food Blogger Barbara Conti e dll’ APCI Ragusa, con il presidente Giovanni Carnibella e lo chef Claudio Ruta. La discussione ha messo in luce la versatilità del prodotto caseario ibleo, capace di adattarsi a molteplici piatti e di diventare motore del turismo gastronomico. È stato evidenziato come la ristorazione abbia un ruolo decisivo: far innamorare dei piatti del territorio significa saperli raccontare. Il racconto gastronomico è stato descritto come la chiave che permette a un formaggio di trasformarsi in esperienza, memoria e identità..

Nel corso della mattinata è stato portato un contributo dedicato proprio al racconto gastronomico, evidenziando come esso rappresenti oggi uno degli strumenti più potenti per valorizzare i formaggi iblei. Raccontare un formaggio significa far emergere il territorio, le persone, le tecniche, la cultura che lo rendono unico. Significa trasformare un assaggio in un’esperienza capace di emozionare e di creare legame. Il racconto gastronomico è stato definito un ponte: collega produttori, ristoratori e consumatori, e permette al territorio di arrivare sulla tavola con tutta la sua forza evocativa.
Nella parte finale della giornata, il dott. Enzo Cavallo ha illustrato i futuri sviluppi del Diprosilac, mentre il presidente del Consorzio di Tutela del Ragusano DOP, Giuseppe Occhipinti, ha approfondito le tematiche legate alla produzione del formaggio più rappresentativo della provincia. La marchiatura del Ragusano DOP, seguita dalla degustazione, ha rappresentato uno dei momenti più intensi: un gesto semplice, ma capace di racchiudere tradizione, identità e futuro. Approfondisci tradizione e creatività.
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La giornata si è conclusa con un messaggio chiaro: un formaggio artigianale non è mai soltanto un prodotto alimentare. È territorio, cultura, lavoro, tradizione. È la voce di una comunità che attraverso la filiera casearia continua a raccontare se stessa. Ragusa, con la sua Fiera Agroalimentare Mediterranea, ha dimostrato ancora una volta che i formaggi iblei non sono solo eccellenze gastronomiche: sono identità. E quando vengono raccontati con competenza, diventano esperienza. Diventano Sicilia.





