Le restrizioni derivanti dalle misure di contrasto al Covid-19 hanno penalizzato in maniera rilevante il mondo della ristorazione visto che i ristoranti e le pizzerie sono chiusi al pubblico e possono lavorare solo con l’asporto e il domicilio. Con costi di gestione altissimi e aiuti dal mondo delle istituzioni davvero esigui molti ristoratori sono caduti nello sconforto più totale e non sanno se e quando potranno riaprire, con il rischio di rimanere chiusi anche durante il periodo natalizio che è storicamente uno dei periodi dell’anno in cui si lavora maggiormente.

E in queste ore a Palermo Alessandro Azzimati, gestore de “Il Ristorantino Leone”, esasperato per la situazione ha deciso di legarsi ad una sedia del suo locale iniziando lo sciopero della fame ad oltranza.

Di seguito il post pubblicato sulla pagina Facebook del ristoratore:

Lo so non è una cosa bella ma sono esausto. Non dormo più la notte, i pensieri mi assaltano, le paure anche, non voglio chiudere dopo tanti sacrifici. Io non ci sto purtroppo a morire in silenzio. Subito dopo la visita medica che devo passare quest’oggi per un problema fisico che da qualche settimana mi affligge, già in serata comincerò uno sciopero della Fame Pacifico legato in una Sedia del Mio locale in Bella vista in Vetrina con la luce Accesa. Staro lì tutta la notte e i giorni che verranno, non mi muoverò da lì fino a quando un membro autorevole del Governo non mi spiegherà perché tutte le altre attività commerciali possono stare aperte meno che i ristoranti. Sara pure umiliante mostrare le proprie debolezze ma non ho nessuna colpa. Ho terminato le forze, ho terminato la pazienza, ho terminato tutto. Non tollero più questo silenzio assordante, questa ipocrisia. Ho sempre pensato a questa frase ogni qualvolta che sentivo che dovevo battermi per qualcosa che mi sembrava giusto o ingiusto. Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.