Da un mese a questa parte, da quando Omicron ha iniziato ad espandersi e i contagi a dilagare, la paura tra la gente ha preso in sopravvento.
L’edizione odierna di Repubblica Palermo riporta un dato fornito da Fipe Confcommercio Sicilia dove si registrano 2.400 chiusure temporanee su circa 4000 associati, cioè il 60 per cento degli esercenti che hanno preferito chiudere momentaneamente per tutto gennaio. Una situazione che si sta verificando in tutta l’isola non solo per i ristoranti ma anche per pizzerie, bar, pub e paninerie.
E a piangerne maggiormente le conseguenze sono i ristoranti delle provincie di Enna e Caltanissetta, le provincie che stanno soffrendo di più per le attività che in questo periodo hanno avuto un drastico calo di clienti e di conseguenza di fatturato. A uno stacco le attività della provincia di Trapani che stanno pagando un caro prezzo. A questo va sommato anche l’aumento delle materie prime e soprattutto i costi di luce e gas che hanno registrato un aumento del 150% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le cose non vanno meglio per chi ha deciso di rimanere aperto visto che i ristoratori registrano pochissimi coperti specialmente durante i giorni feriali. E a pagarne le conseguenze sono anche i dipendenti che vengono mandati in ferie e chi ha contratti a tempo determinato non gli vengono rinnovati. Molti ristoratori, infine, a testimonianza delle difficoltà del momento, iniziano a invocare, come negli anni passati, i ristori da parte del governo.





