Una sollevazione corale di tutto l’universo della ristorazione nazionale ha aperto un dibattito sulla possibilità di sopravvivenza di un settore già messo a duro prova dal primo lockdown della primavera scorsa. Si assiste alla volontà delle singole amministarzioni regionali di smarcarsi dal DPCM nazionale (vedi provincia autonome di Bolzano e Sicilia) a cui si contrappone la minaccia di ricorsi dell’esecutivo Conte. Ecco 10 proposte fra le tante emerse da associazioni di categoria e operatori del settore gastronomico per attenuare gli effetti deleteri di una chiusura indiscriminata:

1. CONTROLLI E RISPETTO RIGIDO DELLE REGOLE CON CHIUSURA PER MESI
Chi rispetta le regole deve poter continuare a lavoraregarantendo un sistema dei controllli con sanzioni severe per chi sgarra: come per esempio la chiusura anche per tre mesi senza indennizzi.

2. CHIUSURA ALLE 22, O MEGLIO ANCORA ALLE 23
L’ideale sarebbe ripristinare il limite delle 23 ma anche le 22 potrebbe essere una soluzione possibile. D’altronde come molti obiettano perché a pranzo alle 13 non ci sarebbe pericolo infettarsie a cena alle 20 sì?

3. LIQUIDITÀ COMMISURATA CON QUANTO DICHIARATO
Dibattuta è la proposta dello chef stellato Massimo Bottura di dare liquidità agli operatori in rapporto ai fatturati creando una selezione fra chi le tasse le ha sempre più o meno pagate e chi, invece, le ha evase Chi ha tutte le dichiarazioni dei redditi in regola dovrebbe avere una corsia preferenziale.

4. IVA AL 4%. E UNICO TRATTAMENTO FISCALE SU CIBO E BEVANDE
Una grossa mano poi potrebbe arrivare dall’abbassamento dell’aliquota Iva al 4% per il prossimo anno

5.AIUTI ECONOMICI: CANCELLARE L’IMU FINO ALLA FINE DELLA PANDEMIA
Richieste aggiuntive rispetto a quelle messe in campo dal Governo nazionale: niente tassa sui rifiuti, dehors gratis e l’erogazione veloce di un credito di 50 mila euro, esenzione IMUprorogata anche nel 2021 e almeno fino alla fine della pandemia.

6.RIFORMA DEGLI AFFITTI: CONGELATI FINO A QUANDO NON RIPRENDE IL LAVORO
Sul tavolo c’è la richiesta della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) di rivedere il sistema degli affitti legando il canone all’andamento del locale: più lavora e più può pagare

7. DISTANZIAMENTO E NUMERO DI COPERTI: ARIA PURIFICATA CONTRO IL VIRUS
Il riferimento essenziale dovrebbe essere quello del numero dei coperti e dell’effettiva distanza minima di un metro, un metro e mezzo presente tra un tavolo e l’altro. Quindi chi già dispone di grandi spazi deve quindi poter continuare a lavorare, chi invece ha spazi esigui si dovrebbe dotare di sistemi di purificazione dell’aria.

8. TRASFORMAZIONE DIGITALE PER TUTTI I LOCALI
Un sistema che deve partire dai pagamenti elettronici, in sostituzione del contante che favorisce la diffusione del virus La digitalizzazione del menu, delle prenotazioni e delle registrazioni dei presenti, in modo da garantire una completa tracciabilità in caso di positività riscontrate.

9. PROROGA CASSA INTEGRAZIONE FINO AL 2021 .VOUCHER PER I SETTORI DI AGRICOLTURA E TURISMO
Questione cassa integrazione. Il governo ha risolto almeno la scadenza di metà di novembre, ma non basterà. L’ammortizzatore sociale dovrebbe essere esteso almeno fino al 2021, ma sempre Bottura per esempio ha chiesto di tenere come orizzonte temporale la stabilizzazione del turismo europeo. Proposta anche l’introduzione di nuovi , così come per ristoranti, bar e pubblici esercizi ingenerale, servirebbe per venire incontro a un’occupazioneche sarà sempre più transitoria, probabilmente concentrata soprattutto sul sabato e la domenica o nei periodi di picco.

10. ESTENSIONE DEI CODICI ATECO PER IL COMMERCIO ALIMENTARE
Estendere in tutta Italia il codice Ateco (10.85) delle gastronomie ai codici Ateco di chi fa bar e/o ristorazione (gruppo 56) e pasticceria-pizzeria-gelateria (gruppo 10), così da permettere la vendita al pubblico anche di piatti pronti e prodotti alimentari, freschi o confezionati.