Dai territori interni dell’isola si leva una richiesta chiara: cambiare le regole del mercato del latte ovino. Non una protesta improvvisata, ma un documento formale, firmato davanti a istituzioni e parlamentari, con l’ambizione di arrivare fino alle aule di Camera e Senato.
È questo il senso del “Manifesto dei Sicani e del Vallone”, sottoscritto a Castronovo di Sicilia al termine di una due giorni di incontri tra amministratori locali, allevatori e rappresentanti del mondo cooperativo.
A promuovere l’iniziativa sono stati il Comune di Castronovo di Sicilia e quello di Mussomeli, insieme alla Rete Ovinicoltori Siciliani. Alla firma erano presenti il sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania, il sindaco di Castronovo Gattuso, il vice sindaco e assessore all’Agricoltura Domenico Madonia, oltre a una delegazione della cooperazione toscana, con l’esperienza della Cooperativa di Manciano portata come modello organizzativo.
Non si è trattato soltanto di un incontro locale. In collegamento da remoto hanno partecipato anche i parlamentari nazionali Aldo Mattia, Luca De Carlo e Giuseppe Marinello, ai quali il documento è stato consegnato ufficialmente per l’avvio di un percorso parlamentare.
Il messaggio è chiaro: la questione non riguarda solo la Sicilia, ma l’intero comparto ovino italiano.
Il cuore del problema è la mancanza di certezze. Gli allevatori denunciano l’assenza di contratti formalizzati prima dell’avvio della produzione e la conseguente impossibilità di conoscere in anticipo il prezzo del latte conferito. Secondo i promotori del Manifesto, il produttore deve sapere prima di iniziare la mungitura quali saranno le condizioni economiche della campagna.
La proposta è quella di rendere obbligatori contratti chiari e preventivi, affiancati da un sistema di monitoraggio permanente sui costi di produzione e sull’andamento del mercato.
Sette impegni per cambiare il sistema
Il documento si articola in sette punti operativi. Tra questi:
- obbligo di contrattualizzazione scritta;
- definizione di un prezzo coerente con i costi reali;
- contrasto alle pratiche speculative;
- rafforzamento delle forme associative tra allevatori;
- istituzione di tavoli di confronto permanenti;
- valorizzazione territoriale del latte prodotto nei Sicani;
- verifica periodica dell’attuazione degli impegni.
Non si tratta di una dichiarazione simbolica. I firmatari parlano di un percorso concreto, con tempi di controllo e la possibilità di nuove iniziative qualora non si registrino passi avanti.
Durante gli incontri è stata presentata l’esperienza della Cooperativa di Manciano, realtà che da anni garantisce ai soci stabilità contrattuale e maggiore forza negoziale. Un esempio che, secondo gli organizzatori, dimostra come l’aggregazione possa riequilibrare i rapporti nella filiera.
Una vertenza che punta al Parlamento
Il Manifesto è stato trasmesso al Ministero dell’Agricoltura, all’Assessorato regionale e alle Commissioni parlamentari competenti, con l’obiettivo dichiarato di introdurre norme che garantiscano maggiore trasparenza e stabilità nel mercato del latte ovino.
Intanto il documento resta aperto alle adesioni di altri Comuni, cooperative e organizzazioni agricole. L’intenzione è ampliare il fronte, trasformando un’iniziativa territoriale in una piattaforma nazionale.





