La Sicilia è la regione più desiderata dai turisti italiani amanti del cibo. Autorevole dichiarazione di Roberta Garibaldi, autrice e curatrice del “Rapporto sul turismo enogastronomico italiano”.
L’abbiamo intervistata a Milano, in occasione del Sicilia Day, dove ci racconta il ruolo sempre più preponderante dell’enogastronomia nelle scelte dei turisti-viaggiatori alla ricerca di sempre nuove esperienze di gusto.
Il cibo oramai è diventato il più importante elemento motivazionale che spinge il turista a visitare la nostra Isola, il quale finisce per spendere più per mangiare che per acquistare souvenir enogastronomici e per dormire. Una situazione assolutamente favorevole e un trend in crescita.
Un turista alla ricerca della cucina di territorio che vuole visitare i mercati storici ed entrare in convivio con la storia, la tradizione e la cultura siciliana espressa dal cibo di strada ma anche dalla componente salutistica e di benessere rappresentata dalla Dieta Mediterranea che gastronomia dell’Isola rappresenta in maniera esemplare.
Il cibo è in definitiva un forte attrattore turistico, e il turismo enogastronomico piace e cresce con trend deciso e si conferma il vero motore della vacanza Made in Sicily ed è sempre più l’elemento motivazionale che determina la scelta del luogo dove trascorrere le ferie.
Questo è quanto ci descrive la Garibaldi nella sua autorevole veste di docente di Tourism Management di presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico, componente del Comitato scientifico per il riconoscimento della cucina italiana a patrimonio dell’umanità, ma soprattutto massima esperta e studiosa del settore.
L’isola è la regione più apprezzata in assoluto per il report della Garibaldi, seguita da Emilia-Romagna e Campania, purtroppo però, per certi versi è ancora carente la consapevolezza del valore sempre crescente dell’enogastronomia per il turismo italiano e della nostra regione.
“La Sicilia con tutte le sue materie prime eccellenti e una pratica corretta a trainare il settore turistico. – ci racconta Roberta Garibaldi – Dal 2016 al 2023 i “turisti enogastronomici” italiani, tutti coloro quindi che negli ultimi anni hanno svolto almeno un viaggio con pernottamento con la motivazione primaria di bere e mangiare bene, sono passati dal 21 al 58%, con una crescita di ben 37 punti in 7 anni.”
Quindi, il buon cibo e il buon vino rendono la Sicilia appetibile anche per i turisti stranieri. L’isola risulta avere attrattive molto alte non solo tra gli europei, e in generale dopo il periodo del Covid il turismo enogastronomico è riconosciuto dalla comunità internazionale come un possibile driver per uno sviluppo sostenibile dei territori.
Per tanti motivi l’enogastronomia è ormai fondamentale per le regioni che devono potenziare ed evidenziare le esperienze su questa direzione.






