Via libera della Commissione italiana al progetto per trasformare il sistema delle saline tra Trapani e Marsala in Riserva della Biosfera MaB.
Le Saline di Sicilia compiono uno dei passi più importanti verso il riconoscimento internazionale dell’Unesco. La candidatura del grande sistema di zone umide e saline che si estende nei territori di Trapani, Paceco, Misiliscemi e Marsala ha superato il vaglio della Commissione tecnica nazionale italiana del programma MaB – Man and the Biosphere, riunitasi il 9 settembre nella sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica a Roma.
Il progetto, nato su impulso della Camera di commercio di Trapani e sviluppato attraverso un Comitato promotore che riunisce Regione Siciliana, Libero Consorzio Comunale di Trapani, amministrazioni locali e WWF, punta all’inserimento delle “Saline di Sicilia” nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera UNESCO. La Commissione nazionale ha espresso apprezzamento per la solidità e l’unicità della proposta, sottoscrivendo il dossier nella parte di propria competenza.
Non è ancora, dunque, il riconoscimento definitivo. Superato l’esame italiano, il dossier dovrà essere completato nella versione inglese, firmato dai soggetti promotori e trasmesso entro la fine di settembre alla sede operativa del programma MaB dell’Unesco a Parigi. Da quel momento inizierà la fase internazionale di valutazione. Secondo le informazioni diffuse in queste ore, la decisione sul riconoscimento è attesa nel 2027.
La candidatura non riguarda l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ma il programma scientifico intergovernativo Man and the Biosphere, nato per individuare territori capaci di coniugare protezione della biodiversità, presenza delle comunità locali e attività economiche sostenibili. Le Riserve della Biosfera restano sotto la giurisdizione degli Stati e vengono designate nell’ambito del programma MaB dopo la valutazione dell’International Coordinating Council. Oggi la rete UNESCO comprende 797 Riserve della Biosfera in 145 Paesi.
Ed è proprio il rapporto secolare tra uomo e ambiente a rappresentare uno dei punti di forza della candidatura siciliana. Qui il paesaggio naturale è stato modellato nel corso dei secoli dalla produzione del sale: vasche, canali, argini, mulini a vento e percorsi dell’acqua marina hanno dato origine a un ecosistema nel quale attività produttiva e biodiversità convivono in equilibrio.
Saline di Marsala e Trapani, un ecosistema in equilibrio
Secondo i promotori, in caso di approvazione le Saline di Sicilia rappresenterebbero la prima zona umida costiera realizzata dall’uomo a ottenere il riconoscimento di Riserva della Biosfera MaB UNESCO. Un primato che conferirebbe al territorio trapanese un valore internazionale non soltanto sotto il profilo ambientale, ma anche culturale, economico e turistico.

Il cuore naturalistico del progetto è costituito da due grandi aree protette. La Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco, gestita dal WWF e istituita nel 1995, si estende per circa mille ettari tra Trapani, Paceco e Misiliscemi. Dal 2011 è anche zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar e rientra nella rete europea Natura 2000.
Poco più a sud si apre la Riserva naturale delle Isole dello Stagnone di Marsala, oltre duemila ettari che comprendono la più vasta laguna della Sicilia, le isole di San Pantaleo-Mozia, Santa Maria, Schola e Isola Grande e un complesso sistema di saline costiere. Le acque basse della laguna, le praterie di Posidonia oceanica e la vegetazione adattata agli ambienti salmastri ne fanno uno degli ecosistemi più caratteristici della Sicilia occidentale.
Il valore dell’area emerge con particolare evidenza anche sul fronte dell’avifauna. Le saline costituiscono una stazione fondamentale lungo le rotte migratorie del Mediterraneo. Fenicotteri, avocette, cavalieri d’Italia, spatole, garzette e numerose altre specie trovano nelle vasche salanti luoghi di sosta, alimentazione e, in alcuni casi, nidificazione. Il WWF ha censito nel tempo oltre duecento specie nella Riserva di Trapani e Paceco; nel dicembre 2025 il monitoraggio dell’intero comprensorio fino a Marsala registrò 1.150 fenicotteri.
La candidatura non nasce, però, soltanto attorno alla tutela naturalistica. Durante il percorso preparatorio è stata avviata una consultazione pubblica che ha coinvolto associazioni, operatori del turismo sostenibile, salicoltori, imprese agricole e dei servizi, scuole, università, mondo della ricerca e cittadini. Uno dei cardini del progetto MaB è infatti la costruzione di un modello di gestione nel quale conservazione e sviluppo locale procedano insieme.
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Soddisfazione è stata espressa anche dal governo regionale. Il presidente della Regione Renato Schifani ha assicurato il sostegno dell’esecutivo alla candidatura, definendo le saline un patrimonio ambientale e produttivo unico, mentre l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino ha sottolineato il carattere condiviso del percorso e le possibili ricadute del riconoscimento per la Sicilia e per l’Italia.
Adesso l’attenzione si sposta su Parigi. Il passaggio romano ha dato alla candidatura il sostegno ufficiale italiano, ma sarà l’Unesco a pronunciarsi al termine dell’iter internazionale. Il riconoscimento MaB potrebbe trasformare un paesaggio nato dal lavoro dell’uomo in un laboratorio internazionale di biodiversità, produzione tradizionale, ricerca scientifica e sviluppo sostenibile.





