A guardare le Eolie dal belvedere della piazza appaiono limpide all’orizzonte come se si potessero toccare e prendere.

Siamo a San Mauro Castelverde, un borgo sospeso tra terra e cielo a 1.100 m di altezza, sull’appennino siciliano delle Madonie, affacciato sul Tirreno.

Per chi non c’è mai stato una tappa da organizzare in questo borgo che sembra più un piccolo olimpo Mediterraneo.

Esattamente al lato opposto il paesaggio cambia e lo scenario si apre a perdita d’occhio su un entroterra naturale straordinario disegnato da boschi densi e fitta macchia mediterranea e in lontananza, puntano alcuni degli altri paesi del comprensorio madonita.

Il borgo mette in mostra la sua bellezza medievale da subito con il prezioso campanile della Chiesa intitolata allo stesso San Mauro patrono del paese: la guglia è interamente ricoperta da bellissime pietre colorate, tasselli smaltati e lucidi che al riverbero diventano cangianti come se si muovessero al ritmo di una leggera danza.

All’interno vale la pena entrare per restare ad ammirare i piccoli tesori d’arte che impreziosiscono la Chiesa e la rendono un piccolo scrigno.

Risalendo per la via Umberto, il corso principale, ci si immerge in una atmosfera che sa davvero di antico e di storia e quasi come in un gioco, luce e ombra si alternano tra vicoli e scalinate, cortili e corti, varchi tra una casa e l’altra, dove emerge costante l’azzurro del Tirreno, o il verde dei boschi.

Il nome ha tutto un suo racconto, un po’ storia e un po’ legenda, che narra del castello – secondo le cronache eretto nel 1196 –  costruito da Pietro Verde un nobile francese arrivato in Sicilia all’epoca di Carlo Magno.

Da qui, appunto, sembrò nascere il nome “Castello Verde” aggiunto a quello iniziale di Santo Mauro attribuito, a quanto sembra, in seguito alla donazione di una reliquia del Santo dai monaci benedettini del luogo. Del castello rimangono pochi ruderi ma è il punto migliore dal quale si domina una vista incredibile che spazia dai Nebrodi alle alte Madonie, con visuale ai borghi di Gangi e Geraci Siculo, Castelbuono e Isnello, Pollina e la rocca di Cefalù, le Isole Eolie e se si è fortunati anche il faro di Ustica mentre, sul versante interno, si può intravedere il pinnacolo di fumo del gigante Etna.

Davanti alla Chiesa di San Giorgio, oggi la Chiesa Madre, davvero il tempo sembra si sia fermato all’epoca della sua edificazione: il corpo della massiccia torre campanaria nasconde l’ingresso della chiesa dominando su tutta la costruzione che appare un misto di austerità ed eleganza all’interno.

Meritano una visita anche l’antichissima Santa Maria de’ Francis che contiene la “Madonna del Soccorso” scolpita dal Gagini, il cui prospetto si affaccia sulla scalinata in arenaria che porta alla piazza dell’ottocentesco Palazzo del Municipio sul quale in bella vista fa mostra il grande orologio.

Camminando in paese si incontrano diverse botteghe dove acquistare prodotti tipici locali tra carni, salumi e formaggi che sono la testimonianza della cultura rurale del territorio, oltre al famoso Forno Madonia di cui sono celebri i biscotti confezionati con ingredienti sfiziosi e locali, come la manna che da queste parti è ancora un simbolo di un’antica produzione, ormai quasi scomparsa.

Un consiglio per veri buongustai è acquistare il pane caldo e gustarlo con la provola delle Madonie la tipica forma pendula del formaggio locale, presidio Slow Food, che a contatto col calore sprigiona i sentori di fieno e latte che si mescolano alla sottile acidità del pane lievitato naturalmente.

Una vera apoteosi del gusto:

Spettacolo da non perdere assolutamente è il tramonto che qui regala autentiche emozioni indimenticabili, con colori ed effetti naturali che sembrano al limite dell’immaginabile.

Due importanti luoghi per appassionati di sport e natura, avventura e brivido: le Gole di Tiberio e la Zip Line.

La prima è l’occasione per fare un viaggio meraviglioso dentro la magnificenza selvaggia di un habitat fluviale che scorre nascosto tra antiche rocce granitiche, lucide, scavate da millenni di moti ondosi e torrenziali che hanno generato un canale occulto dentro il quale un perfetto ecosistema era sopravvissuto indisturbato.

La seconda nuovissima attrazione unica in Sicilia e seconda nel sud Italia, che fa volare sospesi sul paesaggio verso il mar Tirreno, attraversando parte della vallata del fiume Pollina, sul panorama dei boschi naturali di querce, lecci e ulivi secolari oltre  ai frassini dai quali si estrae la manna.

Per gustare il territorio, proprio nella stessa località della Zip Line si trova un luogo davvero da non perdere: Al Convento, affacciato su un panorama mozzafiato, offre un ottimo servizo di ristorazione, offre a quello alberghiero, ed è un motivo in più per venire fin qui.

Il cibo è ottimo, cotto con una cucina a base di ricette locali e ingredienti genuini, piatti gustosi e carni che provengono dagli allevamenti del circondario, oltre ad un’atmosfera davero conviviale e antica nella quale fa davvero piacere immergersi. Ne vale la pena davvero.