In Sicilia è ripartito “The Sanpellegrino Table”, progetto gastronomico che mette in dialogo due dei linguaggi più dinamici della scena gastronomica contemporanea: l’alta cucina e la pizza d’autore.
Il nuovo viaggio itinerante firmato S.Pellegrino per questa edizione ha preso il via da Alcamo, in provincia di Trapani, segnando l’ingresso del territorio nel circuito di “The Sanpellegrino Table”. Una scelta che amplia il raggio del progetto e rafforza la sua vocazione itinerante, portando il racconto dell’incontro tra cucina e pizza d’autore anche in un’area oggi sempre più centrale dal punto di vista gastronomico.
Ad ospitare la prima tappa, martedì 28 aprile, Fuddìe Pizza e Cucina, insegna contemporanea guidata da Rosalba Lo Iacono e Marilena Adamo, oggi tra le realtà più interessanti del panorama siciliano e riconosciuta con Due Spicchi nella Guida Gambero Rosso.

Qui la pizza diventa materia viva e terreno di ricerca: un progetto costruito su tecnica, memoria e identità territoriale, dove l’impasto – lavorato con tempi lunghi e trattato come un organismo da osservare e accompagnare – è il vero protagonista. Una visione personale, lontana da modelli replicati, che trova espressione in lavorazioni complesse e in un equilibrio preciso tra consistenze, sapori e stagionalità.
Per l’occasione, Fuddìe ha accolto lo chef Alen Mangione del ristorante Carusu di Agrigento, interprete di una cucina profondamente legata alla terra e ai suoi ritmi. Al centro della sua visione c’è Carusu Farm, l’orto di famiglia da cui nasce una filiera diretta che parte dal seme e arriva al piatto, dando forma a una proposta gastronomica autentica e contemporanea sulla quale lo chef ha impiantato una cucina basata sui ricordi e sorprendentemente raffinata.
Il dialogo tra Lo Iacono e Mangione ha dato vita a una serata costruita sull’incontro tra due approcci complementari: da un lato la ricerca sull’impasto e sulle tecniche di cottura, dall’altro una cucina che valorizza la materia prima attraverso essenzialità, rispetto e sensibilità vegetale.
Il menu della serata, incontro fra due personalità siciliane legate al territorio
Da buona tradizione trapanese, la serata ha avuto inizio con il “Pane cunzatu”, in una versione paninetto in doppia cottura. Croccante fuori, ben alveolato dentro. Il ripieno è classico – primo sale, olive nere, pomodorini semi-dry, acciughe di Sciacca, basilico – ma ben bilanciato, con la sapidità delle acciughe che non copre il resto.
La “Tripla cottura – Assoluto di carciofo” è stato uno dei piatti più tecnici della serata. Il carciofo viene lavorato in più consistenze (mousse, crema, arrosto, confit) e il risultato è coerente: ogni elemento è riconoscibile, senza ridondanze.

Si è passati poi allo “Sfincione rivisitato”, costruito su un impasto ai grani antichi, con una struttura più leggera rispetto alla versione tradizionale. Interessante il gel di salsa sfincione, che concentra il sapore e accompagna l’equilibrio tra caciocavallo e pecorino, mentre la lamina di cioccolato alle acciughe resta l’elemento più divisivo, sicuramente originale.
Con la “Pizza Special – Profumi d’Oriente” si cambia direzione. Base contemporanea, crema di cipolle arrosto dolce e avvolgente, tonno confit morbido. Il sesamo tostato e il dressing aggiungono aromaticità senza risultare invasivi.

“Uno sguardo al passato” riporta tutto su binari più semplici: montanarina fritta ben asciutta, con pomodoro siccagno intenso, stracciatella fresca e basilico. Un piatto sincero e immediato.
Il drink – estratto di mela verde, sedano e finocchio – ha pulito il palato preparandolo al dessert “Basta un attimo per tornare carusu”: una namelaka al fondente, accompagnata da un gelato al pane di grani antichi, più delicato del previsto; il latte tostato ha aggiunto una nota calda che lega il tutto.

Come partecipare alle cene “The Sanpellegrino Table”
Per informazioni, approfondimenti sui singoli appuntamenti e aggiornamenti in tempo reale, sarà possibile consultare la sezione dedicata al progetto “The Sanpellegrino Table” sul nostro sito, punto di riferimento editoriale per il racconto del tour.
All’interno della piattaforma verranno progressivamente pubblicati tutti i dettagli relativi alle serate – dai menu degustazione ai protagonisti coinvolti, fino alle modalità di prenotazione e relativi costi – offrendo al pubblico uno strumento costantemente aggiornato per seguire l’evoluzione del progetto e accedere alle esperienze proposte lungo tutto il calendario.
Il marchio S. Pellegrino promotore ufficiale delle serate
Dal 1899 il brand Sanpellegrino esporta l’eccellenza italiana nel mondo, diventando un’icona internazionale di gusto ed eleganza. Una storia che da oltre 125 anni racconta il valore del gusto italiano a tavola e la cultura del food pairing come forma di espressione contemporanea.Con le sue radici italiane e la sua vocazione internazionale, S. Pellegrino rappresenta oggi il meglio dello stile italiano in oltre 150 Paesi.
Un simbolo di eleganza, equilibrio e creatività che trova in questo progetto una naturale espressione: “The Sanpellegrino Table” diventa infatti un laboratorio diffuso di collaborazione tra chef e pizzaioli, capace di unire tecniche, sensibilità e visioni diverse in un’unica esperienza gastronomica.





