Diego Planeta

Più che il mondo del vino, la Sicilia agricola e quella imprenditoriale piange la scomparsa di colui che senza alcun dubbio è stato (purtroppo ora al passato) l’artefice della viticoltura di qualità e uno dei padri, il più autorevole, dei vini di qualità isolani. Ad 80 anni ci lascia Diego Planeta. Tutti coloro che in un modo o nell’altro, sia per professione che per passione o curiosità,  si sono avvicinati alla bevanda di Bacco hanno almeno incontrato il suo nome.

Il Cavaliere del lavoro Diego Planeta, tra le sue infinite onorificenze ed attribuzioni, tra cittadinanze onorarie, laurea ad honorem c’è anche questo titolo, cominciò a guidare l’azienda di famiglia che aveva soli 18 anni. Un visionario, nel senso che aveva chiara la visione di quello che intendeva fare e degli obiettivi da raggiungere, uno con tanto intuito, ardore nel lavoro, un’intelligenza vivissima tanto che è stato capace di lanciare nel mondo il vino siciliano che fino ad allora si vendeva sfuso a navi.

Oltre a guidare l’azienda di famiglia, che successivamente lasciò a figli e nipoti essendone sempre l’ispiratore, per 40 anni fu presidente della Settesoli di Menfi che fece diventare la più importante cantina sociale non solo di Sicilia e specialmente guidò l’Istituto Regionale della Vite e del Vino, oggi Irvos, dando così impulso a tutta la viniviticoltura isolana. Citiamo uno solo dei suoi tanti meriti: avere portato nell’Isola Giacomo Tachis, il padre dei grandissimi vini nazionali, che insegnò a tanti enologi e produttori corregionali come si ottenevano i grandi vini. Infine alla presidenza di Assovini, l’associazione di categoria più importante. Questa in larga sintesi la sua attività. Negli ultimi anni non ha ricoperto incarichi ufficiali, ma era sempre capace di dispensare i giusti consigli. I funerali a Menfi lunedì.

Alla famiglia le più sentite condoglianze dalla redazione e dai tanti lettori di All Food Sicily.