Risale a qualche tempo fa la notizia dei controlli effettuati dalla polizia nei locali di ristorazione di Scordia, che avevano portato alla scoperta di numerose irregolarità. In un primo ristorante erano stati sequestrati e distrutti 24 chili di alimenti privi di tracciabilità, oltre a sanzioni per la mancata revisione degli estintori.
Più grave la situazione riscontrata in un secondo locale, dove su sei lavoratori presenti cinque erano risultati in nero, tra cui un minorenne di età inferiore ai 16 anni. Il ristorante era stato chiuso e sanzionato con una multa di 14.300 euro. Durante i controlli, uno dei dipendenti aveva tentato di allontanarsi sostenendo di essere entrato soltanto per utilizzare il bagno, ma le tracce di farina sui vestiti avevano smentito la sua versione; la titolare aveva poi confermato che svolgeva il ruolo di aiuto pizzaiolo.
Nel locale erano stati inoltre sequestrati 20 chili di prodotti ortofrutticoli senza tracciabilità e riscontrate carenze in materia di sicurezza. Controlli anche in una pasticceria della zona, dove erano stati trovati 21 chili di alimenti non tracciati e diverse irregolarità igienico-sanitarie.
Se la vicenda risale a qualche tempo fa, continua però a far parlare di sé perché i controlli nel settore della ristorazione non cessano. Le verifiche delle forze dell’ordine e delle autorità sanitarie proseguono con costanza, a tutela dei consumatori e dei lavoratori, e casi analoghi emergono con frequenza in diverse parti d’Italia.
Solo per citare un episodio simile, nei mesi scorsi a Palermo i controlli dei Carabinieri del NAS hanno portato alla chiusura di un ristorante per gravi carenze igienico-sanitarie e alla scoperta di lavoratori in nero, con il sequestro di alimenti privi di tracciabilità. Un segnale chiaro di come l’attenzione delle autorità resti alta e come l’attività ispettiva rappresenti uno strumento fondamentale per contrastare lavoro irregolare e violazioni delle norme sulla sicurezza alimentare.





