Secondo l’indagine Codacons, a Palermo servono meno di 500 euro per un carrello della spesa che include beni e servizi, in netto divario rispetto al Nord Italia.
Il costo della vita continua a delineare una penisola divisa nettamente in due aree economiche distinte. Dall’ultimo monitoraggio condotto dal Codacons sui listini al dettaglio delle principali città italiane, elaborato incrociando i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, emergono marcate differenze territoriali tra le province settentrionali e i capoluoghi del Mezzogiorno.
L’indagine ha preso come riferimento un paniere tipo di 33 voci (20 generi alimentari e 13 servizi di uso comune), evidenziando come nel capoluogo siciliano la spesa complessiva rimanga stabilmente al di sotto della soglia dei 500 euro, con un risparmio di circa 200 euro rispetto ai centri più costosi del Paese.
Beni primari e prestazioni professionali: i costi del carrello
Il totale per l’acquisto del paniere standard vede Milano in cima ai rincari con quasi 693 euro, tallonata da Bolzano (652 euro) e da Aosta e Bologna (oltre 640 euro). Sul fronte opposto, Napoli si attesta come la realtà più economica con circa 402 euro, seguita proprio da una spesa media di 464 euro a carico dei residenti di Palermo e dai 474 euro rilevati a Catanzaro.

La convenienza siciliana si riscontra sia nel carrello della spesa alimentare (che per frutta, verdura, carne e pesce si ferma a quota 170 euro contro gli oltre 200 euro necessari in sei grandi città del Centro-Nord), sia soprattutto nel comparto delle prestazioni e dei servizi terziari. Per queste voci, che al Nord sfiorano i 491 euro a Milano e i 452 euro a Bolzano, a Palermo il conto medio scende a 292 euro.
Le differenze del carrello sui singoli listini comunali
L’analisi comparativa mette in luce oscillazioni evidenti sulle singole prestazioni: le cure odontoiatriche registrano la tariffa più bassa d’Italia proprio a Palermo, dove un’otturazione costa in media 71 euro rispetto ai 176 euro censiti ad Aosta. Di contro, beni di prima necessità come il pane fresco toccano il picco a Bolzano (7,16 euro al kg), mentre il prosciutto crudo più oneroso si trova a Firenze (41,20 euro al kg).
Divergenze consistenti si rilevano anche sul tempo libero e sulla cura degli animali d’affezione. Per una serata in pizzeria la media più contenuta appartiene a Catanzaro con 10,35 euro a fronte dei quasi 15 euro bolzanini, mentre la vaccinazione veterinaria oscilla dai 29,50 euro di Napoli ai 63 euro di Milano, ribadendo la marcata competitività dei tariffari meridionali nei bilanci familiari quotidiani. A quanto pare il carrello della spesa parla chiaro, la Sicilia conviene.





