Dopo avocado, mango, finger lime e yuzu, adesso si coltiva anche, fra gli altri, un agrume esotico che ha attirato l’attenzione di bartender e professionisti della mixology.
Entrato a far parte di quella nuova generazione di coltivazioni che stanno ridisegnando il panorama agricolo siciliano, accanto ad arance, limoni, mandarini e bergamotti, negli ultimi anni ha trovato spazio anche una varietà rara originaria del Sud-est asiatico, apprezzata non tanto per il succo quanto per l’intenso profumo della sua scorza e delle sue foglie.
Ancora poco conosciuto dal grande pubblico, questo agrume è diventato un ingrediente irrinunciabile nella cucina orientale e oggi conquista sempre più chef, bartender e appassionati di gastronomia. Grazie al clima mite dell’Isola, viene coltivato con successo anche in Sicilia, dove rappresenta una delle nuove scommesse dell’agrumicoltura di qualità.
Si chiama Citrus hystrix o Makrut Lime anche se è ancora conosciuto da molti con il nome di Kaffir Lime o ancor più come Combava.
La Combava trova terreno fertile nell’Isola
Originaria del Sud-est asiatico e diffuso da secoli in Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Malesia e Indonesia, è una pianta che ama il caldo e teme il freddo intenso. Proprio per questo motivo la Sicilia rappresenta uno dei pochi territori italiani in grado di offrirgli condizioni climatiche favorevoli. Le zone costiere dell’isola, grazie agli inverni miti e all’elevata luminosità, consentono alla pianta di crescere rigogliosa, sviluppando una scorza ricchissima di oli essenziali.
Alcune aziende siciliane specializzate negli agrumi particolari hanno iniziato a coltivarlo con ottimi risultati, dimostrando come l’agricoltura dell’isola riesca ancora una volta ad accogliere specie provenienti da altri continenti, trasformandole in eccellenze locali.
Un agrume aromatico si, saporito un po’ meno
A prima vista potrebbe sembrare un lime un po’ mal riuscito. Il frutto è piccolo, di un verde intenso, con una buccia spessa, rugosa e ricca di protuberanze. Il suo aroma è ricorda i sentori di limone, citronella, bergamotto e note balsamiche che nessun altro agrume riesce a riprodurre. È uno dei pochi agrumi in cui il succo passa quasi in secondo piano. La polpa è estremamente acida e leggermente amarognola, tanto da essere raramente consumata fresca.

Per questo motivo viene spesso paragonato a una spezia più che a un frutto: la scorza e soprattutto le foglie, sono considerate uno degli ingredienti più preziosi della cucina thailandese, vietnamita e indonesiana. Bastano poche foglie in una zuppa, in un brodo di pesce o in un curry per cambiare completamente il profilo aromatico del piatto.
Negli ultimi anni la Combava è entrata nelle cucine dei grandi ristoranti europei, aromatizzando risotti, crostacei, pesce, carni bianche e persino dessert. La scorza grattugiata trova spazio in gelati artigianali, creme, cioccolato, panificazione e alta pasticceria.
Anche il mondo della mixology lo considera ormai un ingrediente prezioso: cocktail, gin tonic, spritz contemporanei e drink tropicali sfruttano il suo profumo per creare esperienze sensoriali completamente nuove. Senza contare che, oltre al profumo, il Makrut Lime contiene vitamina C, composti antiossidanti e una notevole quantità di oli essenziali naturalmente presenti nella scorza e nelle foglie.
La Sicilia punta all’esotico
Il Makrut Lime non vuole essere un sostitituto delle eccellenze agrumicole dell’Isola, come arance e limoni IGP. Sono ancora pochissime le realtà che lo producono per la vendita ma la Sicilia, grazie al suo clima unico, si presta bene alla sperimentazione, come un vero e proprio laboratorio naturale per la coltivazione di agrumi provenienti da ogni parte del mondo.
Dal Black Sapote alla Cherimoya al Finger Lime, in Sicilia si coltivano tantissime varietà di frutti tropicali ed esotici che qui trovano condizioni ideali per prosperare. Mango, avocado e papaya sono ormai parte delle nostre scelte alimentari, soprattutto fra i più giovani. Sarà lo stesso per questo agrume esotico?





