Sicilia en Primeur - degustazione

Sicilia en Primeur è la mostra/evento di Assovini Sicilia destinata alla stampa specializzata essenzialmente non siciliana. Come se la maggior parte del vino isolano non fosse consumato da noi.

Nell’unico giorno a noi destinato c’è stata la degustazione alla presenza dei 59 produttori partecipanti. La prima parte dei nostri assaggi la trovate qui. Ecco gli altri vini degustati:

Andrea Pizzo – Feudo Arancio

FEUDO ARANCIO. Rappresenta l’azienda nell’Isola del gruppo trentino Mezzacorona che acquistò all’inizio di questo secolo una vasta tenuta a Sambuca, ha 200 di vigneti, ed un’altra ancora più vasta ad Acate, altri 450 ha. Milioni di b ottiglie, una ventina di etichette. In degustazione 8 vini: 3 bianchi, 4 rossi e uno dolce. Degustiamo i Quèto, due vini bio da Sambuca alla terza uscita.

  • Quèto 2022 Grillo Doc Sicilia, terreni calcarei con cave di marmo, fa solo acciaio; colore paglierino dorato; un naso essenzialmente minerale arricchito di frutta tropicale, fiori bianchi e pietra focaia; un gusto minerale, che inizia con sfumature dolci per poi virare al secco, con una beva di equilibrata acidità e i sentori quasi affumicati che ritornano.
  • Quèto 2021 Nero d’Avola Doc Sicilia, da vigna scelta, in acciaio con una piccola parte che affina in barrique per qualche mese; naso fruttato e speziato da Nero d’Avola ma con sensazioni pietrose; sorso non molto strutturato, snello, vivace con tannini presenti ma morbidi.
Federica Fina

FINA. Bruno Fina è un bravo enologo che sa fare anche il capace imprenditore, è affiancato dai 3 figli e a Marsala non ha molti ettari di Avigneti, in compenso sa scegliere le uve buone, ne fidelizza i produttori e crea vini di classe e premiati. In degustazione uno spumante, un rosato, 2 bianchi e 2 rossi.

  • Pas Dosé spumante metodo classico, 70% Chardonnay 30% Pinot Noir da vigne a m 900; 36 mesi sui lieviti, colore paglierino, bollicine fini, note fruttate di mela verde, fiori bianchi, si avvertono i lieviti e un poco di pietra focaia; in bocca è fresco, minerale, armonico, bilanciato e sapido.
  • Hanami 2023, rosato di montagna per 85% Merlot, il resto Cabernet Sauvignon, vinificazione in acciaio, uso massiccio delle basse temperature, affinamento sulle fecce sotto azoto; colore rosa delicato, olfatto tropicale di mango, papaya, melone bianco accompagnati da note di idrocarburi; in bocca vira verso la mineralità, il gusto secco.
  • Perricone 2023, da vigneti tra Marsala e Salemi, pianura e collina, fa solo acciaio; al naso grande ricchezza e complessità, frutta rossa anche in confettura, spezie, ginepro, un tocco di balsamico; in bocca la spigolosità del Perricone è sparita, bel tannino vellutato, ricchezza e finezza con una struttura misurata. Notevole.
Graziano Nicosia

NICOSIA. L’azienda di Trecastagni nel versante sud-est è una delle più antiche dell’Etna. Azienda familiare anche con vigneti nel Ragusano e a Noto. Negli ultimi anni si è fatta apprezzare particolarmente per i suoi 4 spumanti metodo classico che conosciamo molto bene e che raccomandiamo, che sono stati portati in degustazione insieme a 3 bianchi e a 5 rossi.

  • Contrada Monte Gorna “Vecchie Viti” 2019 Etna bianco Doc. Costituisce il bianco d’elite e si vinifica nelle annate migliori di cui la 2019 è l’ultima in commercio. Un cru da vigna ad alberello di 60 anni di Carricante, vinifica in acciaio, un anno di legni e 4 di bottiglia per renderlo unico e prezioso. Colore giallo verdolino; al naso è unico: camomilla, cannella, note dolci di pasticceria e un sottofondo di ardesia, di lava, una scoperta; in bocca minerale, acido giusto, qualche idrocarburo e un poco di iodio per una complessità incredibile. Bisogna assolutamente gustarlo.
  • Contrada Monte Gorna Doc Etna Rosso Bio 2020. Al Nerello Mascalese si aggiunge un 10% di Cappuccio; affina per 1/3 in acciaio, 1/3 barrique, 1/3 botte grande, poi tanta bottiglia; olfatto e colore tipici dell’Etna, un palato svelto con macchia mediterranea, erbe officinali. Si beve volentieri.
Roberta Urso -Mandrarossa Settesoli

MANDRAROSSA SETTESOLI. Una notevole cooperativa con sede a Menfi: 6.000 ha di vigneti di cui 1.000 in biologico, 36 varietà di viti, 5.000 famiglie, 2.000 viticoltori, 73 etichette, 20 milioni di bottiglie vendute in 45 paesi, questa è Settesoli e Mandrarossa con 1 milione di bottiglie il suo marchio per l’Horeca presente alla degustazione con 4 bianchi e 2 rossi. I prezzi di tutti i vini sono particolarmente convenienti, quindi non permettono alibi anche per la loro bontà.

  • Grecanico Dorato, 2023 Sicilia Doc. Settesoli è il maggior produttore di Grecanico con ha 150 le cui migliori uve vanno in questo Mandrarossa che affina in acciaio dopo una criomacerazione per esaltarne i profumi di fiori di campo, agrumi, specie limone, zagara, fascinoso; in bocca buona mineralità e una corretta acidità, si avverte una piacevole astringenza come da succo di limone, un vino particolare.
  • Nero d’Avola 2023 Doc Sicilia biologico, altro vino della serie Varietali; al naso la fa da padrone la piccola frutta rossa che accompagna un bel po’ di spezie; al palato è l’armonia che lo distingue con tannini giusti, una beva spigliata, avvolgente.
  • Carthago 2020, Nero d’Avola Doc Sicilia. Uve selezionate dalle migliori 3 vigne per il top di Mandrarossa che nonostante sia premiatissimo è per tutte le tasche; affina in barrique di rovere di secondo passaggio per un anno prima di un lungo riposo in bottiglia. Colore rubino vivace; all’olfatto piccoli frutti rossi anche in confettura, un complesso di note balsamiche e speziate, non smetteresti di affondare il naso; il sorso è pieno ma non eccessivo, elegante con buona fragranza e particolarmente lungo.
Francesco Cucurullo – Masseria del Feudo

MASSERIA DEL FEUDO. Azienda in agro di Caltanissetta anche se vicino a Canicattì, la guidano alla quarta generazione i fratelli Carolina e Francesco Cucurullo, ettari 15 di vigneti biologici oltre ad uliveti, pescheti e altra frutta. Presentano un frizzante rosato, un rosè, 2 bianchi e 3 rossi. Degustiamo 3 Nero d’Avola di alta collina, obbligatoriamente in Doc, in questo caso Sicilia, in 3 tipologie:

  • Sely 2022, frizzante con metodo ancestrale, la fermentazione in acciaio è interrotta e il mosto ancora zuccherino viene chiuso in bottiglia con tappo a corona. Colore rosato molto chiaro, torbido per la presenza dei lieviti; naso tendenzialmente vegetale, erbaceo, poi agrumi e piccola frutta rossa, complesso; palato con leggera carbonatica, fragrante, di buona acidità e un sottofondo vagamente tannico, un vino diverso.
  • Cotì 2023, rosato; vinificazione col largo uso del freddo e lieviti naturali: colore rosa cipria; olfatto rotondo con frutti rossi in equilibrio tra loro; palato fresco, minerale, fruttato, di buona struttura, ottimo a tavola.
  • Rosso delle Rose 2021, fermentazione con lieviti spontanei in acciaio, botte grande per un anno e tanta bottiglia fino all’immissione in mercato; naso da Nero d’Avola classico: frutta rossa, spezie, tabacco, cacao; in bocca tornano i sentori nasali in un insieme acido-tannico armonioso.
Piero Pollara – Principe di Corleone

PRINCIPE DI CORLEONE. La famiglia Pollara tra proprietà e conferimento gestisce 200 ha di vigneti essenzialmente montani in parte biologici, 20 etichette di queta cantina tra le più note della provincia di Palermo, di cui 8 destinate all’Horeca e di queste in degustazione uno spumante metodo classico, 3 bianchi e 3 rossi.

  • SanLoè 2018 spumante brut di Nerello Mascalese, normalmente è oltre 30 mesi sui lieviti, ma abbiamo assaggiato il 60 mesi che chiaramente è più raffinato ed elegante.  Carbonatica molto fine, al naso frutta esotica, qualche agrume e un tozzo di crosta di pane; al palato è minerale, secco, quasi sapido, di corretta acidità.
  • Ridente Angelica 2023 Grillo Doc Sicilia, cru da vigna argillosa, fa solo acciaio, colore paglierino, olfatto  denso di fiori, frutta e un mite sottofondo idrocarburico  e vegetale che lo completa, complesso; al palato ritornano gli intensi aromi in un corretto equilibrio acido-minerale-sapido, un’ottima beva fortemente aromatica.
  • Ridente Orlando 2023 Syrah Dop Monreale, affinamento iniziale in acciaio, a dicembre in tonneau usate per 4 mesi, poi in bottiglia; al naso predominano le spezie, poi balsamico e fruttato; al palato è fragrante, di equilibrio tannico-acido e di appagante beva.
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