La Sicilia, come vi abbiamo riferito, è terra di ottimi spumanti Metodo Classico o, come si dice oltralpe, Champenois, che definisce le bollicine che effettuano la seconda fermentazione in bottiglia per parecchi mesi se non anni.
Abbiamo pubblicato QUI e in un secondo articolo la nostra degustazione di 10 spumanti Metodo Classico siciliani, che vi invitiamo a laggere se non lo aveste già fatto.
Questa volta recensiremo alcuni spumanti di Sicilia elaborati col metodo Martinotti, detto anche Charmat, perché nel mondo del vino, piaccia o no, hanno sempre comandato i francesi che sono stati cento anni avanti a tutti gli altri. Questo metodo contempla la seconda fermentazione in autoclave, cioè una cisterna in acciaio chiusa dove viene immesso il vino fermo assieme ai lieviti che fermentando producono anidride carbonica, cioè le bollicine.
In genere gli spumanti elaborati in vasca sono meno pregiati, ma anche meno costosi, di quelli rifermentati in bottiglia, ma ciò non toglie che ce ne siano molti che non fanno per nulla rimpiangere i metodo classico. Ve ne proponiamo cinque:
Spumante Brut 50 di CVA Canicattì. Creato per celebrare i 50 anni della cooperativa che con la lungimiranza della sua dirigenza e l’abilità degli enologhi è riuscita ad entrare nell’Olimpo delle migliori cantine nazionali, 300 soci, 700 ettari tra Canicattì e altri comuni, oltre a 4 ettari di vigneti sull’Etna. Ha appena rinnovato il cda e data la rinuncia del ventennale presidente Giovanni Greco, lo scettro è passato a Diego Lo Sardo. Non essendo Doc non può scrivere, ma noi sì, in etichetta che è fatto per l’80% di Grillo e per il 20% di Catarratto, i vitigni a bacca bianca che insieme al Carricante costituiscono il vanto isolano. I migliori grappoli, presa di spuma di 60 giorni.
Colore: giallo paglierino con sfumature verdoline; all’olfatto dà già sensazioni di freschezza, eleganti note agrumate e di frutta tropicale e un pizzico di lievito; al palato si riavverte il fruttato con note di pompelmo, lime, arancia amara, frutto della passione, litchi, buona acidità che si accompagna ad una sapida mineralità.
Frabolla, Brut Frappato Rosé di Akrille Cutrera-Bastianich. Un Frappato Igt Terre Siciliane dell’azienda vinicola tra le più giovani del continente Sicilia. Akrille è nata nel 2022 a Chiaramonte Gulfi (Rg), conseguenza della forte stima ed amicizia tra Salvatore Cutrera e Joe Bastianich. Cutrera è il titolare di un’azienda familiare leader nell’evo mondiale più che siciliano, apprezzato in 60 paesi; oltre agli uliveti possiede vigneti, nel passato trascurati. Joe Bastianich potremmo non presentarvelo, volto più che noto nel mondo del food e dello spettacolo: imprenditore con oltre 20 ristoranti nel mondo, musicista, attore, presentatore, chef, scrittore ed altro. Insieme creano questa azienda, che già fa parlare, che vanta 7 etichette tra cui questo ultimo spumante che matura sui lieviti per circa 3 mesi.
Nel piccolo calice colore rosa delicato; all’olfatto si manifesta con note floreali ed aromatiche, con sentori di fragoline di bosco, ciliegia e lampone, accompagnati da erbe mediterranee e spezie dolci; al palato è fresco, elegante, con una piacevole mineralità che invita a berne, ritornano fragranti le spezie e i frutti rossi su un sottofondo di pasticceria.
Miano Brut, Terre Siciliane Igp di Castellucci Miano. Cantina a Valledolmo (Pa) in un territorio dell’interno siculo ben vocato ai vigneti. Una piccola coop che pratica dal 1964 una viticoltura eroica in quanto le uve crescono tra i 700 e i 1.050 metri, quindi tutte in montagna dove crescono tra i migliori Catarratto dell’Isola, un territorio in cui i terreni, il clima, le altezze, le grandi escursioni termiche, sono capaci di dare vini unici, di personalità e specialmente godibilissimi. Tutto certificato biologico e adesione al protocollo Sostain, per una sostenibilità a 360 gradi. Chiaramente un Catarratto con rifermentazione in autoclave per 60/90 giorni secondo l’annata, il residuo zuccherino lo avvicina all’extra brut.
Nel calice colore paglierino, al naso eleganti sentori di gelsomino, lavanda, agrumi, pesca, mela su leggero fondo di lievito fresco; al palato le bollicine sono finissime e costanti, la beva secca, minerale, quasi sapida riporta i profumi olfattivi, l’acidità è vivace ma affatto eccessiva, un’armonia che dà la carica.

Spumante Extra Dry di Principe di Corleone. Un’azienda biologica e certificata Sostain che coinvolge tutta la famiglia Pollara in campagne tra Monreale e Corleone, 200 ha di vigneti di cui 60 di proprietà, grande attenzione alla coltivazione delle uve e all’ospitalità in azienda.
Nel calice colore giallo paglierino tenue con sfumature verdoline. Il profilo olfattivo è un tripudio di frutta: lamponi, agrumi, pera, pesca che ricoprono le erbe officinali. Al palato si rivela fragrante, molto armonico e rotondo esprime un piacevole finale quasi dolce e ben bilanciato. Non essendo brut, è l’unico che può accompagnare frutta matura e una pasticceria non particolarmente dolce.
SuaAltezza 650 di Tenute Lombardo, Catarratto Terre Siciliane Igp. La famiglia Lombardo cura ha 30 di vigneti tra Caltanissetta e San Cataldo in alta collina e in montagna, quote da 550 a 650 metri, dal 2005 col proprio marchio, coltivazione integrata e sostenibile, un antico fabbricato con palmento per l’accoglienza. Come suggerisce il nome il Catarratto è preso dalle viti più in alto, quelle migliori. Rifermenta in autoclave per un mese.
Nel calice colore paglierino con riflessi verdognoli; un naso tipicamente fruttato di mela, pera, pesca bianca, pompelmo, scorza di limone, al palato oltre alla fragranza olfattiva spicca la freschezza, una buona acidità minerale che invoglia alla bevuta.
Gli spumanti brut, extra brut e pas dosè sono vini universali, da gustare a solo, da aperitivo e meglio a tutto pasto, specie i rosati che riescono ad affrontare anche la carne più complessa, ma teneteli lontani dai dolci, mai brindare su una torta di compleanno o peggio di matrimonio, rovinereste il vino ma specialmente vi rovinereste la bocca. Ricordate inoltre che il perlage non si giudica visivamente, è condizionato dal bicchiere, bensì in bocca dove potrete valutarne la finezza, l’abbondanza e la persistenza.





