La partecipazione della Regione Siciliana al SIGEP, una delle più importanti fiere internazionali dedicate al food service e all’arte dolciaria, avrebbe dovuto rappresentare una leva strategica per la promozione delle eccellenze agroalimentari dell’Isola.
Il padiglione si è rivelato un’occasione mancata, sollevando interrogativi seri sulla visione, sulla progettazione e sull’efficacia dell’intervento.
Uno dei limiti più evidenti è la totale assenza di personalizzazione degli spazi, sostituita da un’uniformità che non produce alcun valore. Il padiglione siciliano si presenta come un contenitore standardizzato e anonimo, privo di un’identità visiva riconoscibile. Nessun elemento grafico, narrativo o scenografico è in grado di raccontare la Sicilia, i suoi territori o le sue filiere produttive. Le aziende sono collocate in uno spazio neutro che non valorizza i prodotti né le storie che li accompagnano.
Ancora più grave è la mancanza di un’area cooking o dimostrativa. In una fiera come il SIGEP, dove show cooking, degustazioni e dimostrazioni dal vivo rappresentano uno strumento essenziale di attrazione e promozione, l’assenza di uno spazio dedicato alla preparazione dei prodotti siciliani appare incomprensibile. Senza esperienza sensoriale, il padiglione perde attrattività e capacità di coinvolgimento.
A questo si aggiunge l’assenza totale di testimonial, chef, maestri pasticceri o figure simboliche in grado di rappresentare e raccontare l’eccellenza siciliana. Nessun volto, nessuna narrazione umana, nessun elemento capace di rendere riconoscibile e memorabile la presenza della Regione. Una mancanza che indebolisce ulteriormente l’impatto comunicativo del padiglione.
Il risultato complessivo è uno spazio che non restituisce alcuna atmosfera fieristica, ma somiglia più a un corridoio secondario che a un’area espositiva centrale. Un luogo di passaggio, privo di punti di attrazione, che non invita alla sosta e non intercetta il flusso dei visitatori, penalizzando in modo evidente le imprese siciliane presenti.
Resta infine aperta la questione dell’utilizzo delle risorse pubbliche. In assenza di informazioni chiare su costi e risultati attesi, l’intervento dell’Assessorato alle Attività Produttive rischia di essere percepito come un’operazione di mera rappresentanza istituzionale, piuttosto che come un investimento mirato allo sviluppo del tessuto produttivo regionale.
La promozione delle imprese siciliane non può essere affidata a padiglioni anonimi, privi di anima e di strategia. Serve un cambio di approccio, una progettazione condivisa con le aziende e una visione capace di trasformare le fiere internazionali in vere opportunità di crescita.
Il SIGEP avrebbe potuto essere una vetrina di eccellenza. Così com’è stato concepito e realizzato rischia invece di diventare l’ennesimo esempio di promozione inefficace e scollegata dal mercato.





