14 chiocciole, 10 bottiglie, 6 monete e 51 Top Wine: questi ai quali si aggiungono i 21 video realizzati in vigna e cantina dai collaboratori, accessibili direttamente dalla guida tramite QRCode.
Disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore dal 12 ottobre, la tredicesima edizione di Slow Wine racconta le migliori cantine italiane e le etichette più interessanti, selezionate da più di 200 collaboratori disseminati in tutte le regioni della penisola, che permettono una mappatura unica e un aggiornamento costante su quello che sta avvenendo nel mondo del vino italiano.
I vini siciliani premiati quest’anno sono in prevalenza rossi, per due quinti del totale provenienti dall’annata 2021, un quarto dalla 2020 e a seguire la 2019 e una piccola percentuale della 2018. Mentre gli Etna Bianco sono equamente suddivisi tra 2021 e 2020, con piccoli apporti delle annate 2019 e 2018, gli Etna rosso sono in prevalenza provenienti dai millesimi 2020 e 2019.
Pur convinti delle sfaccettature e delle peculiarità dei bianchi etnei, dobbiamo sottolineare come risultino in qualche misura segnati dalla complessità dell’annata 2021. Crescono ancora, e manifestano spiccata aderenza territoriale, i bianchi provenienti dalle isole minori, in primis Zibibbo e Malvasia. Le elevate temperature dell’estate 2021 non hanno impedito ai Catarratto e ai Grillo di giustificare la loro importanza sia storica sia in termini di simbiosi territoriale. Il perricone, vitigno di complicata vinificazione, vive una fase di consolidamento della posizione. Tutti i dettagli di tipologie, annate e zone di produzione e tutti i riconoscimenti che Slow Wine ha assegnato alle aziende siciliane sono disponibili qui.

LEGGI ANCHE: Slow Wine 2022: assegnate le Chiocciole ai migliori vini siciliani
A colpire quest’anno è la massiccia presenza di cantine che praticano un’agricoltura biologica o biodinamica, ben il 56% sul totale, e di vini premiati, altresì prodotti con pratiche biologiche o biodinamiche, che si attestano al 63% sul totale. Dati, questi, che confermano una tendenza ormai ben consolidata nelle scelte produttive dei vignaioli, così come nelle scelte di consumo.





