L’operazione ha portato al sequestro di circa 160 chilogrammi di interiora bovine e ovine, lavorate e non, risultate prive della necessaria tracciabilità sanitaria.
Il laboratorio abusivo era destinato alla lavorazione delle interiora utilizzate per preparare le tradizionali stigghiole è stato scoperto dai Carabinieri Forestali e dai militari del Nas durante un controllo effettuato in un antico casolare nella zona di Montegrappa-Santa Rosalia.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il laboratorio non era registrato presso l’autorità sanitaria competente. Per questo motivo il titolare è stato sanzionato e l’attività è stata immediatamente sospesa. Le interiora sequestrate erano destinate alla preparazione della stigghiola, uno dei cibi di strada più popolari e identitari del capoluogo siciliano.
Le stigghiole, un cibo di strada tipico di Palermo
La stigghiola rappresenta infatti uno dei simboli della gastronomia palermitana. Preparata tradizionalmente con budella di agnello o vitello arrotolate attorno alla cipolletta lunga e cotte alla brace, è un prodotto che richiama ogni giorno residenti e turisti nelle strade e nelle piazze della città. Proprio per la natura della materia prima utilizzata, però, il rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità degli alimenti assume un’importanza fondamentale per la tutela dei consumatori.
La vicenda riporta l’attenzione anche sul vasto mondo dei venditori ambulanti di stigghiole presenti a Palermo. Dalle zone del centro storico fino ai quartieri periferici, sono decine i “stigghiolari” che ogni sera accendono le braci e servono uno dei prodotti più amati dello street food siciliano. Un settore che rappresenta una tradizione radicata nella cultura popolare cittadina e che richiama migliaia di clienti, ma che proprio per questo è spesso al centro dei controlli delle autorità per garantire la sicurezza alimentare e il rispetto delle normative sanitarie.
L’operazione dei militari si inserisce in un più ampio controllo del complesso rurale. Nella stessa area è stato infatti individuato anche un allevamento ovino-caprino con 28 animali non registrati rispetto ai 12 dichiarati. Inoltre sono stati trovati 47 cani, dei quali 18 privi di microchip identificativo, e un allevamento canino non comunicato alle autorità sanitarie. Complessivamente sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 18 mila euro e sono state sospese due attività.
L’obiettivo degli accertamenti, sottolineano gli investigatori, è quello di contrastare le attività abusive e assicurare che prodotti molto diffusi e consumati come le stigghiole arrivino sulle tavole dei cittadini nel pieno rispetto delle regole e della salute pubblica.





