“Panettone siciliano”, solo volerlo pronunciarlo appare una contraddizione in termini, un ossimoro, ma negli ultimi anni si è affermato non solamente tra le preferenze dei consumatori siculi ma anche in Italia e in nicchie di mercato internazionali ha conquistato la fama meritata, di un prodotto di alta qualità. Questo risultato lo si deve ai tanti panificatori e pasticceri isolani che si sono cimentati in questo dolce tipicamente milanese, abbinando ai prodotti base farina, zucchero, burro, lievito madre, uvetta, uova e canditi, gli aromi e i profumi tipici delle materie prime della Sicilia: canditi di mandarino di Ciaculli, arance di Ribera, uva sultanina di Pantelleria, impasti e glassature con cioccolato di Modica, pistacchi di Bronte o Raffadali, nocciole dei Nebrodi, fichi di Monreale, miele di ape nera, limoni IGP di Siracusa, mandorle di Avola, fragole di Sciacca, Malvasia delle Lipari, Passito di Pantelleria,Marsala.

La leggenda narra che il panettone nasce per rimediare ad un errore del cuoco che bruciò il dolce preparato per un banchetto, in prossimità del Natale, alla corte di Ludovico il Moro, signore di Milano nel XV secolo. Qua subentra Toni, un semplice aiutante di cucina,che utilizzò un panetto di lievito lavorandolo con farina, uova, uvetta, canditi e zucchero. Il dolce ottenuto risultò così gradito che a corte lo si chiamò “pan di Toni”, da cui deriverà nei secoli successivi la dizione “panettone”. A conferirgli la forma attuale, ci penserà però negli anni ’20 del secolo scorso l’intuizione di Angelo Motta. Al pasticciere, industriale e imprenditore di Gessate si deve la produzione di massa e a partire degli anni’60, l’adozione del panettone come dolce natalizio che ha unito l’Italia da Bolzano a Lampedusa.

Ma è in Sicilia che il “panetùn” rivive una stagione fulgida riuscendo a raccontare e rappresentare i sapori dell’Isola, già vent’anni fa, grazie all’opera e all’intuizione della famiglia Fiasconaro di Castelbuono. Il maestro pasticcere Nicola Fiasconaro maturando esperienze professionali in varie parti d’Italia ha mutuato prodotti e tecniche di pasticceria, utilizzando la pasta acida, di Gioacchino Alemagna e del suo panettone, portandolo nella sua Castelbuono rivisitando il più settentrionale dei dolci natalizi. Da allora un crescendo di riscontri di mercato e riconoscimenti prestigiosi: tre stelle al Superior Taste Awards di Bruxelles (il più importante riconoscimento internazionale basato sulla valutazione di prestigiosi Chef e Sommelier) e nel 2018 il suo panettone è stato giudicato il migliore d’Italia al Sigep, il Salone internazionale del dolciario di Rimini.

In questo percorso di evoluzione un’esperienza da citare, datata 2012, è stato il “Panettone siciliano” realizzato dai maestri pasticceri palermitani Antonino Accardi, Salvatore Cappello, Giovanni Pace da Palermo, Santi Palazzolo di Cinisi e Carmelo Sciampagna di Marineo, rappresentanti siciliani dell’Accademia Maestri Pasticceri italiani. Un panettone simbolo della migliore tradizione della pasticceria siciliana, che ha visto l’utilizzo da parte dei maestri pasticceri di lievito naturale, di aromi naturali, senza alcun additivo e soprattutto di materie prime rigorosamente Made in Sicily: fichi cotti al forno e poi lavorati col Marsala, cubetti di pasta di mandorle, pistacchi, cioccolato, arance, vaniglia, solo aromi naturali, senza alcun additivo.

Presentazione del “Panettone siciliano”: Accardi, Sciampagna, Pace, Cappello, Gaetano Basile, Palazzolo

Il risultato è stato un trionfo di gola e bontà, un prodotto di alta qualità con una copertura glassata con il cioccolato fondente e decorata con grani di zucchero, pistacchi, noci e mandorle. Un’esperienza che ha riunito il meglio in termini di professionalità e materie prime che la pasticceria siciliana potesse presentare, utilizzando un rigido disciplinare di produzione. Peccato che non si è dato seguito a quella sperimentazione che andrebbe sicuramente ripresa, anche perchè andava nella giusta direzione di mettere in rete esperienze, competenze e saperi in una logica di collaborazione e condivisione. Solo alcuni ancora lo producono.

Queste esperienze hanno aperto una breccia e un filone che ha inaugurato la stagione della rivisitazione del panettone Made in Sicily che si sta rivelando una grande opportunità per le aziende siciliane che stanno conquistando importanti fette di mercato, mostrando le potenzialità dell’agroalimentare siciliano, con grandi prospettive di crescita. Genìa, creatività, passione siciliana, una Sicilia che va gustata e conosciuta, una realtà produttiva in crescita che la redazione di allfoodsicily ha seguito, recensendo alcune delle eccellenze delle produzioni che vi invitiamo ad approfondire: