La pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio molte attività commerciali, tra queste c’è il settore degli eventi legati allo street food che è fermo a causa delle sabbie mobili del rischio contagio.Il settore tra l’altro che risulta il più colpito a causa della mancanza di regole certe e per l’assenza di quegli  “assembramenti” di cui si nutrono queste manifestazioni.

Abbiamo sentito, per avere una testimonianza attendibile tra gli operatori del settore, Davide Merlino, amministratore unico di Sicily Event, una societa che negli ultmi anni si è imposta nell’organizzzazione di eventi che hanno riscontrato successi di partecipazione nella logica di valorizzazione di spezzoni importanti dell’economia dell’Isola legata al marketing turistico, alla promozione dello sviluppo locale, alla valorizzazione del territorio, dei prodotti tipici e dell’industria agroalimentare siciliana.

Davide Merlino di Sicily Event

Eventi di grande richiamo, targati Sicily Event come il Beer Street Festival, il Sicily Food Festival, Il Panettone Festival, riconosciuti da tutti, nel’ambito dell’organizzazione degli eventi in Sicilia, come eccellenze e che hanno visto come location Cefalù, Caltanissetta, Balestrate con contatti con realtà come Malta, Castellamare sul Golfo e Palermo.

La crisi dovuta alle misure di contenimento del covid-19, che refluenze hanno avuto nel settorte dell’organizzazione degli eventi legati allo street food ?

I festival di piazza sono socialità e aggregazione, proprio il terreno fertile per i contagi e l’emergenza Coronavirus ha devastato i progetti dei professionisti del settore. La distanza sociale non è amica degli eventi, così come non lo sono ulteriori costi per adempimenti alle normative anti-Covid oltre alle già note voci di spesa per safety e security.

Ad oggi che tipo di operatività e di programmazione avete pianificato?

Siamo fermi, attendiamo che vengano stabilite regole certe in un quadro normativo che conferisca certezze agli organizzatori e ai fruitori dei servizi. Siamo fiduciosi sul fatto che la situazione in Sicilia si andrà normalizando come dimostrano i dati sui contagi di questi giorni, un percorso di fuoriuscita che speriamo veda un’accellerazione, in un quadro comunque di variabili soggette a indeterminatezze.

Fermare un intero settore come il vostro che conseguenze ha sulla filiera?

La paralisi degli eventi lascia senza lavoro un intero comparto di addetti ai lavori, compresa la manovalanza e il personale impiegato nell’allestimento e nella gestione degli eventi, senza contare l’indotto turistico per albergatori e operatori dell’ospitalità nelle zone interessate. Tenendo conto che la modalità professionale ci porta a curare ogni aspetto dell’organizzazione (pianificazione, progettazione tecnica, comunicazione visiva, comunicazione web e social, gestione ufficio stampa, allestimento, logistica), è facile intuire il danno occupazionale arrecato.

Quali sono le ragioni per cui occorre auspicare che la macchina organizzativa degli eventi legati allo street foodi in Sicilia, riparta con vigore e slancio ?

Il numero di manifestazioni legate al cibo di strada e alla sua produzione-vendita è in espansione da anni in Sicilia. Festival, fiere, eventi enogastronomici e persino feste di paese e quartiere garantiscono una soddisfacente proposta gastronomica e il settore dello street food si sta quindi affermando sia come motore di sviluppo economico, che come motore d’innovazione socio-culturale, offrendo a molti cittadini privati, negozi, e persino aziende, l’occasione di sviluppare il proprio business e promuoverlo creando nuovi momenti di aggregazione, recuperando la dimensione locale, ravvivandola con i saperi e i sapori dei territori.