Nella prestigiosa Villa Palagonia di Bagheria, si è svolta la prima edizione di “Bio in Sicily”, una due giorni organizzata dall’Associazione “La Piana d’Oro”, dalla Condotta Slow Food di Bagheria, dal Gal “Metropoli Est” con il contributo dall’A.P.O. Sicilia e il patrocinio dell’Assemblea Regionale siciliana e del Comune di Bagheria, per fare il punto in ambito regionale, nell’anno dedicato alla biodiversità, su questioni di grande attualità legate allo sviluppo sostenibile.  

L’incontro è stata l’occasione per fare il punto su strategie di marketing territoriale, politiche di sviluppo ed evoluzione del mercato del limone, con un occhio alle potenzialità del mercato ancora da sviluppare. Ciò che è emerso è che il sistema Sicilia, su un prodotto simbolo come il limone, risulta vincente grazie ad una innovazione di processo che ha visto protagoniste tutte le componenti della filiera, dai produttori, ai confezionatori, fino alla grossa distribuzione. Una riforma graduale che ha avuto come capisaldi, l’attuazione di un’associazione tra i produttori, l’inversione di rotta delle politiche d’intervento dell’Unione Europea che dal 2007 conferisce il sostegno direttamente ai produttori, l’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione, l’utilizzo delle certificazioni di qualità, che consentono l’accesso ai mercati europei ed il mantenimento di quote di mercato, il ricambio generazionale nelle figure gestionali evitando i processi di abbandono dei territori.

“Bio in Sicily ha l’ambizione di diventare il primo evento di carattere regionale sulla biodiversità – ha detto il sindaco di Bagheria Filippo Tripoli -. É nostra intenzione continuare a lavorare mettendo insieme le risorse del pubblico e le competenze del privato per valorizzare e dare una nuova visione al nostro territorio che può contare su ricettività, buona qualità della vita, promozione dei beni monumentali e dell’attività del terziario. Lavorando in sinergia con Regione e Area Metropolita, sono certo che potremo ottenere il giusto rilancio”.

“Bio in Sicily ha visto la partecipazione convinta e partecipa del GAL per un duplice motivo – ha aggiunto il presidente Antonio Rini -: la kermesse è diventata luogo di incontro e riflessione di assoluto prestigio nella galassia del Bio. Ma, soprattutto, non poteva esserci vetrina migliore per cogliere le sfide del nostro tempo sul tema del rilancio del territorio. Locale che diventa globale, programmazione comunitaria, armonizzazione legislativa, sinergie pubblico-privato, sono solo alcuni dei temi affrontati e per i quali ci sarà un impegno preciso del GAL”.

Il convegno sui “Marchi di qualità e riconoscibilità del prodotto”, cui hanno preso parte tra gli altri, Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela vini D.O.C. Sicilia, Pietro Miosi, dirigente Brand Sicilia e marketing territoriale del dipartimento Agricoltura, Paolo Inglese, docente di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università degli Studi di Palermo e Dino Taschetta, presidente delle cantine Colomba Bianca.

Altro momento di confronto è stata la tavola rotonda sulle “Strategie del turismo sostenibile ed enogastronomico”. Tra i partecipanti Luigi Bonsignore, titolare dell’omonima cantina e presidente della Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi, Antonio Mineo, presidente della Pro Loco “Bagheria Città delle Ville” e Tony Lo Coco, vicepresidente dell’associazione Le Soste di Ulisse. 

Nei rispettivi contesti l’obiettivo per il futuro è il medesimo: dare sempre più valore “green” alla Sicilia. 

Al termine della manifestazione si è svolta la premiazione delle aziende bio che, con il loro lavoro, si sono distinte nel territorio regionale. Si tratta di trenta aziende, il cui ambito di produzione spazia dall’olio al vino, dalle carni all’ortofrutta, ai formaggi, al caffè, fino alla mobilità elettrica. È stato conferito anche un premio speciale intitolato alla memoria del senatore Bartolo Fazio, che tanto si è speso per lo sviluppo, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio siciliano.