A guardarla dall’esterno sembra una normalissima anguria ma l’interno rivela una colorazione molto particolare.
Buccia verde, forma tondeggiante e dimensioni spesso più contenute rispetto ai grandi cocomeri estivi. La sorpresa arriva al primo taglio: al posto del tradizionale rosso acceso, la polpa è di un intenso colore giallo. È l’anguria gialla, una delle varietà più curiose dell’estate, ancora poco conosciuta rispetto alla sua celebre “cugina” rossa ma sempre più facile da incontrare anche nei supermercati siciliani.
Non si tratta di un incrocio tra anguria e qualche misterioso frutto esotico e neppure di un prodotto geneticamente modificato. Appartiene alla stessa specie dell’anguria tradizionale, Citrullus lanatus, che comprende frutti con polpa di colori differenti, dal rosso al rosa fino al giallo e all’arancione.
A cambiare sono i pigmenti che si accumulano durante la maturazione. Nelle angurie rosse è particolarmente importante il licopene, mentre nelle varietà gialle il profilo dei carotenoidi è differente. Una caratteristica naturale sulla quale, nel tempo, ha lavorato anche la selezione varietale.
Non esiste una sola anguria gialla
Parlare di “anguria gialla” significa in realtà riunire varietà differenti. Tra quelle conosciute a livello internazionale figurano Yellow Crimson, Yellow Baby, Yellow Doll e altre cultivar selezionate per dimensioni, dolcezza, colore della polpa e presenza o assenza di semi. In Cina, la ricerca agronomica ha sviluppato cultivar come Yilan e Huangfei, piccole angurie dalla polpa giallo brillante, croccante e particolarmente dolce.
Alcune raggiungono dimensioni simili alle angurie tradizionali, altre appartengono invece alla categoria delle mini e midi angurie, sempre più apprezzate perché più pratiche da acquistare e conservare. Ma la domanda che viene spontanea davanti a una fetta completamente gialla è un’altra: che sapore ha?
È vero che sa di mango?
In Corea circola la denominazione commerciale “mango watermelon” per alcune angurie gialle. Non significa che siano un ibrido mango-anguria; il nome sembra essere soprattutto commerciale e collegato al colore/aspetto. Le testimonianze sul gusto, infatti, sono molto discordanti.

Dolce, croccante e molto fresca, l’anguria gialla viene spesso descritta con sentori che possono ricordare la frutta tropicale. C’è chi riconosce note di mango, chi di ananas e chi, invece, non trova grandi differenze rispetto al sapore di una buona anguria tradizionale.
Molto dipende dalla cultivar e dal grado di maturazione. Il colore giallo, quindi, non significa automaticamente “sapore di mango”: è soprattutto l’effetto sorpresa, insieme alla dolcezza e alla particolare consistenza di alcune varietà, ad aver contribuito alla fama esotica di questo frutto.
L’anguria gialla si coltiva anche in Sicilia
E per trovarla non bisogna necessariamente guardare a produzioni lontane. In Sicilia l’anguria gialla viene coltivata da anni e una testimonianza particolarmente interessante arriva dalla provincia di Trapani. A Partanna il produttore biologico Giovanni Augello la coltiva da più di quindici anni. Qui le angurie gialle vengono prodotte in pieno campo e possono raggiungere i 7-8 chilogrammi.
Una coltivazione ancora di nicchia rispetto alla regina rossa dell’estate, ma capace di conquistare uno spazio interessante sul mercato: secondo il produttore siciliano, le quotazioni possono essere superiori anche del 15-20% rispetto alle angurie tradizionali. Oggi le angurie a polpa gialla sono sempre più visibili anche nella grande distribuzione e possono comparire sui banchi dei supermercati siciliani accanto alle varietà più comuni.
E così uno dei frutti simbolo dell’estate mediterranea cambia colore e sorprende ancora una volta: verde fuori, giallo dentro e con quel gusto dolce e fresco che, almeno per qualcuno, sembra avere persino un pizzico di mango.





