La Sicilia è un’isola magica che racconta storia, tradizioni e dona suggestioni. Così come la birra artigianale che grazie al suo fascino ha catturato Luca Modica e Fabio Blanco. Iniziato come gioco, Birra Tarì nel 2010 diventa un progetto importante. Il nome è una dedica alla Sicilia, in particolare ad un’antica moneta utilizzata nell’isola.

Luca e Fabio hanno le idee chiare: rappresentare la Sicilia, l’estro delle loro birre in Italia e nel mondo. Attenzione nei dettagli dalle ricette, al packaging passando per i gadget: una visione imprenditoriale che impreziosisce l’artigianalità dei prodotti.

Dedicata a re Ferdinando di Roccapicata, detto Muso Allungato, è la Tarì Oro una bassa fermentazione rifermentata in bottiglia stile pils interpretata con il carattere siciliano. Sempre in bassa fermentazione, la TarìHell ispirata allo stile bavarese e pensata per i locali dell’amico Andrea Graziano si caratterista per l’aroma dei luppoli nobili tedeschi. Ispirata allo stile Weizen è la Vicerè – alta fermentazione – che punta alla valorizzazione del frumento utilizzato in produzione.

Fresca, elegante con delicati sentori agrumati è la Tarì Trisca, l’interpretazione siciliana di una Blanche nata dalla richiesta di Corrado Assenza di una birra profumata e speziata: al classico coriandolo dello stile si uniscono gli aromi del grano russello, il basilico, la buccia di limone e lo zenzero.

Nata per i dieci anni del Sale Art Cafè è la For Sale in cui il malto dolce incontra l’amaro del luppolo e i sentori agrumati, un’American Amber Ale dedicata ai beerlovers. Sorella interpretata in stile inglese è la Bronzo, la English Amber Ale premiata a Rimini nel 2017.

Modica, città in cui nasce il birrificio si caratterizza anche per le campagne di carrubi. Da questa contaminazione nasce la Qirat, ottenuta da malti torrefatti in sintonia con la carruba. Birre nate da incontri, suggestioni e visioni. Come la Oncia, Italian Grape Ale che trova in produzione il Moscato di Noto dei vitigni di Feudo Ramaddini: le uve vengono raccolte anticipatamente per permettere la sintonia dei lieviti della birra con i lieviti selvatici del vino.

Pensata per il Modica Flower Show è la Malvarosa una birra che vuole riportare al calice i profumi delle piante aromatiche di Filippo Figuera, di Vivaio Malvarosa. Al calice un aroma di geranio e rosa canina che si fonde al carattere floreale dei luppoli nobili tedeschi che ha affascinato nel 2018 i giudici del BeerAttraction di Rimini: premiata con una medaglia d’oro.

Progetto di co-marketing interessante è la Bonajuto, una birra alle fave di cacao legata all’amore di Modica per il cioccolato e alla storia di oltre 150 anni della tavoletta Bonajuto: di fiero carattere modicano, le note di cacao in purezza si miscelano a quelle del caffè tipico del malti torrefatti. A rendere principe indiscusso il caffè è la Moak, birra nata nel 2017 per celebrare il cinquantesimo anniversario di attività dell’omonima azienda. Il carattere nordico della birra incontra la natura tropicale della migliore arabica etiope, tostata artigianalmente per aromatizzare la birra. Nasce così Tarì Moak, bruna, aromatica, gradevolmente amara. Una birra che ho trovato facilmente abbinabile con la pasticceria che ama le tostature: in un paio di serate di degustazione ho consigliato alla cucina di usarla per sostituire il caffè nel tiramisù. Il risultato sorprendente per gli ospiti in sala che hanno trovato la birra al piatto e al boccale.

Altrettanto piacevole pur con caratteristiche diverse la Aquamaris, una birra in stile Gose – stile tedesco che utilizza l’acqua salata della miniere del fiume Gose – riletto in chiave Siciliana: l’azienda Aquamaris preleva al largo del golfo catanese le acque del mar Jonio che vengono microfiltrate e sterilizzate facendo mantenere la propria salinità. Il risultato una birra sapida, molto rinfrescante che usato in abbinamento con la paranza regalandomi un momento di piacere in queste giornate di primo caldo.