Un dolce votivo che parla di identità: la Testa di Turco di Scicli è uno dei dolci più rappresentativi del Sud Est siciliano. Preparata in occasione della Festa delle Milizie, è un dolce votivo che unisce devozione popolare, memoria storica e arte dolciaria.
La sua forma irregolare, simile a un grande bignè, e l’uso dello strutto come ingrediente principale la rendono un unicum nel panorama dei dolci siciliani.
La leggenda della Madonna delle Milizie
Le origini del dolce sono legate alla figura della Madonna delle Milizie, la “Madonna guerriera” che, secondo la tradizione, sarebbe intervenuta in aiuto dei cristiani durante uno scontro con i saraceni.
Il nome “Testa di Turco” richiamerebbe proprio la sconfitta degli invasori, evocata dal turbante che la forma del dolce ricorda simbolicamente.
Dai conventi alle pasticcerie storiche
La ricetta nasce nei conventi e viene poi tramandata da generazioni, fino a essere custodita da storici pasticceri sciclitani come Giovannino Neri. L’impasto ricorda quello delle zeppole: acqua, farina, uova e strutto lavorati fino a ottenere una massa morbida e compatta.
Le porzioni, modellate in forma irregolare, vengono cotte in forno ad alta temperatura per ottenere un guscio leggero e alveolato. Una volta fredde, le Teste di Turco vengono farcite con crema di ricotta, crema di latte o crema pasticcera, e completate con zucchero a velo.
La Festa delle Milizie: quando Scicli celebra il suo dolce simbolo
La Testa di Turco è protagonista assoluta della Festa delle Milizie, che si svolge a Scicli ogni anno l’ultima settimana di maggio. La manifestazione propone una grande rappresentazione storica con cavalieri, costumi medievali e il celebre simulacro della Madonna a cavallo.
Durante i festeggiamenti, il dolce è presente in tutte le pasticcerie della città e viene celebrato anche nella Sagra della Testa di Turco, appuntamento molto atteso da residenti e visitatori.
Testa di Turco, un simbolo gastronomico e culturale
Oggi la Testa di Turco continua a essere un simbolo identitario di Scicli: un dolce semplice e antico che racconta una delle pagine più significative della tradizione locale. Un ponte tra storia, fede e gusto che continua a rinnovarsi ogni anno.
Ingredienti per 8 pezzi
- 250 g Farina 00
- 250 ml acqua
- 150 g strutto
- 5 uova medie
- Un pizzico di sale
Preparazione
Portare a bollore acqua, strutto e sale. Versare la farina in un solo colpo e mescolare fino a ottenere un composto compatto.
Trasferire in una ciotola, far intiepidire e incorporare le uova una alla volta. Formare porzioni irregolari con due cucchiai e disporle su una teglia.
Cuocere a 200°C per 10 minuti, poi a 180°C fino a doratura. Far raffreddare, tagliare e farcire con crema di latte, crema pasticcera o ricotta.
Spolverare con zucchero a velo.
Buon appetito, Barbara





