Il progetto gastronomico firmato S.Pellegrino torna con una nuova edizione che mette al centro il dialogo tra alta cucina e pizza d’autore, costruendo un calendario di cene in cui linguaggi diversi si incontrano e si contaminano. Il viaggio siciliano di “The Sanpellegrino Table” prende il via da Alcamo, in provincia di Trapani.
Ad aprire il tour, martedì 28 aprile alle ore 20:30, sarà Fuddìe Pizza e Cucina, pizzeria Due Spicchi del Gambero Rosso e insegna contemporanea tra le più interessanti della nuova scena siciliana, che per l’occasione ospiterà lo chef Alen Mangione di Carusu Restaurant – Agrigento. Una prima tappa che segna anche l’ingresso del territorio trapanese nel circuito del progetto, ampliandone la geografia e rafforzandone la vocazione itinerante.
Come da format, la serata sarà costruita attorno a una pizza special ideata a quattro mani, accompagnata da un menu degustazione pensato, in modo condiviso, per raccontare con coerenza l’incontro tra le due filosofie culinarie.
Il menu della serata
Pane “cunzatu”
Paninetto in doppia cottura farcito con primo sale siciliano, olive nere, pomodorini semi-dry, acciughe di Sciacca e basilico
Tripla cottura “Assoluto di carciofo”
Pizza in tripla cottura con carciofo lavorato in diverse consistenze
(mousse, arrosto, confit, crema)
Sfincione rivisitato
Sfincione con impasto ai grani antichi siciliani con gel di “salsa sfincione”, caciocavallo semistagionato, pecorino primizio, lamina di cioccolato alle acciughe, origano di montagna selvatico e olio EVO biologico
Pizza Special “Profumi d’Oriente”
Pizza contemporanea con crema di cipolle arrosto, tonno confit, cipollotto fresco, sesamo tostato e dressing ai profumi d’Oriente
Uno sguardo al passato
Montanarina fritta con salsa di Pomodoro Siccagno, stracciatella e basilico fresco
Drink refresh
Estratto di mela verde, sedano e finocchio
Basta un attimo per tornare “carusu”
Namelaka al cioccolato fondente, gelato al pane di grani antichi siciliani e latte tostato
In abbinamento con le delicate bollicine di S.Pellegrino e il gusto morbido di Acqua Panna
Come partecipare all’evento
Prezzo del menu degustazione a persona: Euro 45,00 (Acqua e coperto inclusi).
I posti sono limitati. Per partecipare è necessario contattare direttamente il locale ai recapiti indicati di seguito:
Viale Europa, 158 – 91011 Alcamo (TP)
Tel. +39 338 5928917
Indirizzo di prenotazione: https://fuddiepizzaecucina.plateform.app/welcome?welcomeore
28 aprile 2026, ore 20:30
Fuddìe pizza e cucina: l’impasto come materia viva
Nata come progetto di cucina e diventata nel tempo una delle realtà più riconoscibili della pizza contemporanea siciliana, Fuddìe Pizza e Cucina è il risultato della visione di Rosalba Lo Iacono e Marilena Adamo. Un percorso che si sviluppa tra ricerca, identità territoriale e una forte centralità dell’impasto, oggi riconosciuto anche dalla Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso con l’assegnazione dei Due Spicchi.
“Fuddìe è un progetto che nasce dalla necessità di trovare un linguaggio personale. L’impasto è il nostro modo di raccontare il tempo, la memoria e il territorio”, racconta Rosalba Lo Iacono.
Alla base del progetto c’è un approccio fuori dagli schemi: Rosalba Lo Iacono, infatti, è osteopata di formazione, un elemento che influenza profondamente il suo modo di lavorare. L’impasto viene trattato come un organismo vivo, da ascoltare e accompagnare nel tempo. Fondamentale è la presenza del suo braccio destro Rosario Manfrè, pizzaiolo con un’esperienza di oltre dieci anni tra ristoranti e pizzerie di alto livello a Copenaghen, oggi riferimento operativo per dare continuità e rigore al lavoro quotidiano.
Qui la pizza non è un semplice supporto ma il centro del progetto. Le lavorazioni seguono tempi lunghi e controllati, con lievitazioni che arrivano fino a 72 ore, e nascono da blend di farine selezionate e grani antichi siciliani. Il risultato è un impasto leggero, digeribile, ma strutturato, capace di sostenere preparazioni complesse senza perdere equilibrio.
Elemento distintivo è anche il lavoro sulle consistenze, con tecniche di doppia e tripla cottura – tra vapore, frittura e forno – che permettono di costruire pizze dinamiche, dove croccantezza e morbidezza convivono in modo armonico. Accanto alla pizza, una proposta gastronomica che dialoga con la tradizione siciliana, tra memoria e reinterpretazione, e una carta vini fortemente territoriale, costruita su piccoli produttori e vitigni autoctoni.
Alen Mangione e Carusu: la cucina che nasce dalla terra
Dall’altra parte del tavolo, la cucina di Alen Mangione, giovane chef originario di Raffadali alla guida del ristorante Carusu, dove quotidianamente sviluppa la sua cucina a partire da un rapporto diretto con la terra. Al centro del suo lavoro c’è Carusu Farm, l’orto di famiglia che alimenta una filiera corta e controllata, dove ogni ingrediente nasce da un ciclo naturale che parte dal seme e arriva al piatto.
“Partiamo sempre dalla terra. Le idee nascono lì, tra i campi: la cucina è solo il passaggio finale di un percorso più lungo”, spiega Alen Mangione.
La sua è una cucina che lavora sull’essenzialità, sulla riconoscibilità della materia prima e su una sensibilità sempre più orientata al vegetale, come dimostra il percorso degustazione “I Vegetali”. Un approccio che non rinuncia alla tecnica, ma la mette al servizio dell’emozione e della memoria.
Il progetto Carusu è anche una storia familiare: in cucina Alen, in sala il fratello Dominique, sommelier, e all’accoglienza il padre Francesco. Un equilibrio che si riflette nell’esperienza complessiva, costruita su cura, relazione e identità.
Un menu costruito a quattro mani fra territorio, stagionalità e visione condivisa
La serata del 28 aprile si costruisce proprio su questo dialogo: da un lato la ricerca sull’impasto e sulle tecniche di cottura, dall’altro una cucina che lavora sulla purezza e sull’origine della materia prima.
Più che un semplice incontro tra pizza e cucina si tratta di un vero lavoro a quattro mani, in cui Rosalba Lo Iacono e Alen Mangione hanno costruito insieme l’intero percorso degustazione, andando ben oltre la sola realizzazione di una pizza special.
Il menu nasce infatti da un confronto diretto tra i due, che hanno deciso di dividersi le portate mantenendo però una visione comune, lavorando su stagionalità, memoria e identità territoriale.
“Abbiamo pensato questo menu provando a inserire i nostri piatti più rappresentativi e ci siamo sorpresi nel trovare terreno comune sulle proposte avanzate da entrambi” racconta Rosalba Lo Iacono. Un’intesa che emerge chiaramente anche dalle parole dello chef Mangione: “Avevamo entrambi le idee chiare e parlando abbiamo trovato subito un equilibrio. Quando uno proponeva qualcosa, l’altro si ritrovava in quella visione”.
Il risultato è un percorso costruito per raccontare una Sicilia contemporanea, in cui ingredienti di stagione e preparazioni identitarie vengono reinterpretati con sensibilità diverse ma complementari. Tra gli assaggi, piccoli richiami alla tradizione – come il pane “cunzatu” di benvenuto o la Montanarina ispirata alle origini dello chef – si alternano a piatti che giocano su tecnica e materia prima come la pizza in tripla cottura “Assoluto di carciofo” o lo “Sfincione”, ampiamente rivisitato, fino a un dessert che riporta al tema centrale della serata: farina, impasto e memoria.
Ma il cuore del dialogo si concentra nella pizza special, vero punto di sintesi della collaborazione. Qui la base contemporanea di Lo Iacono accoglie l’intervento dello chef, che lavora su una costruzione stratificata di sapori e consistenze: una crema di cipolle cotte lentamente, tonno trattato in olio aromatizzato e sfilacciato a mano, cipollotto fresco a dare tensione e un dressing dai richiami orientali che introduce una nota aromatica inattesa.
Un equilibrio che riflette perfettamente il senso dell’incontro: non una sovrapposizione di stili, ma una costruzione condivisa, dove ogni elemento dialoga con l’altro mantenendo riconoscibile la propria identità.
Il tutto accompagnato dalle acque S.Pellegrino e Acqua Panna, pensate per valorizzare l’esperienza attraverso un equilibrio tra struttura, freschezza e persistenza.
The Sanpellegrino Table: il progetto
“The Sanpellegrino Table” è un progetto che attraversa la Sicilia con una serie di 8 appuntamenti dedicati all’incontro tra chef e pizzaioli, trasformando ogni tappa in un’esperienza unica.
Dopo Alcamo, il tour proseguirà a Modica, Agrigento e Cefalù, fino a concludersi a Messina con un ciclo di serate finali, confermando la vocazione itinerante del format e la sua capacità di raccontare territori diversi attraverso il linguaggio del gusto.





